Neonata di 1250 grammi sopravvive con un'operazione da primato: Perugia insegna

28 gennaio 2016 ore 13:23, Lucia Bigozzi
Pesava 1250 grammi e stava nella pancia della mamma solo da trenta settimane. In più, aveva una grave malformazione all’esofago. Ora è nata e il bisturi del professor Antonino Appignani, le ha dato una nuova vita. Ha dell’incredibile la storia della piccola venuta al mondo pochi giorni fa all’ospedale di Perugia, con parto cesareo. Trenta settimane era l’età della gestazione e 1250 grammi il peso del suo corpicino: ma il problema vero non era soltanto che la piccola è praticamente la metà di un neonato che nasce al termine del periodo di gestazione, bensì una malformazione congenita: l’atresia dell’esofago con fistola tracheo-esofagea. “Un caso molto raro, ma fortunatamente in questi casi  sappiano come intervenire, perché  la nostra equipe  si è occupata di casi analoghi, che fanno di Perugia il solo centro specialistico della regione Umbria ed uno dei pochi in Italia  che effettua questo genere di interventi”, spiega con orgoglio Appignani, direttore del reparto di chirurgia pediatrica. E’ stato lui a guidare l’equipe di specialisti che ha sottoposto la neonata all’intervento chirurgico “tecnicamente riuscito”. Una malformazione congenita che “di fatto ostruiva il tratto superiore dell’esofago - spiega il chirurgo - con la conseguenza che oltre ad impedire il passaggio di qualsiasi sostanza dalla bocca allo stomaco, inclusa la saliva, l’anomala comunicazione tra esofago e trachea comportava il rischio di passaggio dei succhi gastri acidi nelle vie respiratorie. A questo si aggiungeva un difetto cardiaco congenito”. Insomma, un quadro clinico complicato di cui si sono fatti carico – prima e dopo l’intervento - anche gli specialisti dell’equipe della terapia intensiva neonatale che hanno lavorato a stretto contatto con il team dei chirurghi. 

Neonata di 1250 grammi sopravvive con un'operazione da primato: Perugia insegna
MODALITA’ DI INTERVENTO. Due i versanti su cui si sono mossi i chirurghi, come spiega il professor Appignani: nella interruzione della comunicazione fra esofago e trachea e nella congiunzione dei due segmenti dell’esofago, “che si presentavano congenitamente chiusi”. L’operazione è durata sei ore e la sua straordinarietà è che è stato condotto su una bimba prematura con un peso corporeo inferiore al chilo e mezzo. La prognosi resta riservata e sarà sciolta solo tra una ventina di giorni, ovvero dopo aver verificato le condizioni della piccola soprattutto per quanto riguarda la funzionalità dell’esofago. Ma il chirurgo che l’ha operata è ottimista: “Per l’esito dell’intervento chirurgico siamo fiduciosi di un buon risultato finale”. La forza della vita. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]