Libia, ora l'Isis corre più della politica e l'UE si difende con le sanzioni

28 gennaio 2016 ore 14:52, Andrea De Angelis
Occhi puntati sulla Libia. Il no al governo di unità nazionale rompe un fragile equilibrio e preoccupa gli osservatori internazionali, Europa ovviamente compresa. 

Il processo politico in atto in Libia "è più lento dell'espansione militare" dei jihadisti dello Stato islamico. Questa la preoccupazione espressa oggi dall'inviato Onu per la Libia, Martin Kobler, dopo che il parlamento di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale, ha respinto la proposta di un esecutivo di unità nazionale avanzata nell'ambito del processo avviato con la firma, lo scorso dicembre, di un accordo Onu. 
Libia, ora l'Isis corre più della politica e l'UE si difende con le sanzioni
"Io lavoro con l'idea che il bicchiere è ormai mezzo pieno", ha detto Kobler come riportato da Askanews. "Molti dei deputati che lo boicottavano hanno partecipato al voto, ed è stata una decisione molto coraggiosa", ha sottolineato l'inviato Onu, ricordando che "in una situazione di crisi, nessun processo di negoziato politico è senza ostacoli". Tuttavia, la comunità internazionale sta "esprimendo la propria impazienza", ha detto Kobler, facendo riferimento all'ipotesi di sanzioni europee contro politici libici accusati di ostacolare il processo. Quindi l'affondo: "Mentre le forze politiche discutono dell'accordo, Daesh e altre organizzazioni terroristiche agiscono e rubano la terra al popolo libico". 

I primi tre libici nel mirino delle sanzioni, come riportato da Repubblica.it, sarebbero i presidenti dei due Parlamenti, di Tobruk e di Tripoli, e il primo ministro autonominato di Tripoli. Si tratterebbe dunque di Nouri Abusahmin, presidente del Parlamento di Tripoli, il primo ministro di Tripoli Khalifa al Ghweil e il presidente del Parlamento di Tobruk Aguila Saleh. C'è chi poi punta il dito contro il ruolo dell'Egitto, la cui politica lascerebbe intravedere un ostacolo agli obiettivi dell'Onu. 
Al di là del bicchiere mezzo pieno, Kobler cerca di mostrarsi ancora ottimista anche quando afferma come sia un fatto positivo "che il Parlamento di Tobruk (Hor) abbia accettato in termini di principio l'accordo politico libico". 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]