Tosi e Verdini, la strana coppia che aiuta Renzi: chi è più imbarazzante per il Pd?

28 gennaio 2016 ore 17:03, Americo Mascarucci
Uno è stato un fedelissimo di Silvio Berlusconi l'altro un esponente di punta della Lega Nord. 
Alleati in passato quando stavano nel centrodestra, sono tornati alleati oggi in una sorta di "vicinanza tecnica" e non ancora politica alla maggioranza che sostiene il Governo Renzi. Uno è Denis Verdini, ex uomo macchina del Popolo della Libertà e di Forza Italia nell'organizzazione delle campagne elettorali, entrato in rotta di collisione con Berlusconi quando l'ex Cavaliere ha deciso di adeguarsi alla linea Brunetta, rompendo il Patto del Nazareno e la collaborazione con il Governo sulle riforme (dopo che per mesi Verdini era stato proprio l'ambasciatore berlusconiano presso Renzi); l'altro, Flavio Tosi sindaco leghista di Verona ha rotto con Salvini dopo il matrimonio con Marine Le Pen in Europa e in contrasto con la ricandidatura di Luca Zaia a governatore del Veneto. Entrambi ieri sono stati determinanti nel far bocciare le mozioni di sfiducia al Governo presentate dalle opposizioni, una del centrodestra, l'altra del Movimento 5Stelle. Diciotto i senatori di Verdini e tre quelli di Tosi. Tuttavia del soccorso ex leghista poco si parla nonostante sia arrivato anche in occasione delle Riforme costituzionali.

Tosi e Verdini, la strana coppia che aiuta Renzi: chi è più imbarazzante per il Pd?
La risposta è più semplice di quanto possa sembrare. Tosi, indipendentemente dalle sue origini leghiste, è stato sempre apprezzato a sinistra per il suo moderatismo e per una certa attitudine al dialogo con tutti, compreso il Premier Renzi che non ha mai nascosto di stimare il sindaco di Verona e di essere suo amico. Inoltre l'essere diventato l'anti Salvini agli occhi dell'opinione pubblica e aver per giunta presentato alle elezioni regionali in Veneto una lista anti-Zaia che avrebbe anche potuto aiutare il Pd a vincere (cosa che però non è avvenuta) lo ha reso digeribile al Nazareno. I suoi voti quindi non imbarazzano la minoranza Dem come quelli di Verdini e company il quale continua invece ad essere considerato indigesto per i suoi trascorsi di luogotenente berlusconiano. 
Eppure a differenza di Verdini che ha ottenuto tre vicepresidenze di commissione, Tosi non ha ottenuto niente in termini politici. Tuttavia a lui non interesserebbe granché ricevere incarichi e ha già annunciato il voto favorevole dei suoi tre senatori al Ddl Cirinnà sulle unioni civili pur mantenendo perplessità nei riguardi della norma sulla stepchild adoption (ma quelle le hanno pure i cattodem).
Insomma l'eventuale ingresso di Tosi nella maggioranza non sarebbe affatto considerato uno scandalo dal Pd e soci, dal momento che sarebbe interpretato come il compimento di un processo di maturazione avviato già da tempo con il dualismo con Salvini all'interno della Lega, proseguito con la fuoriuscita dal Carroccio e concluso appunto con il sostegno alle Riforme del Governo. 
Nessun processo di maturazione secondo Speranza, Cuperlo, Gotor e altri esponenti della minoranza del Pd sarebbe invece attribuibile a Verdini il quale secondo gli anti-renziani Dem si sarebbe avvicinato al Governo soltanto per interesse politico, per ottenere poltrone e per garantirsi un futuro, non più assicurato restando in un partito come Forza Italia sempre più in crisi di consensi.
Peccato però che la truppa di Verdini sia molto più folta di quella di Tosi e che l'ex fedelissimo di Berlusconi sia tuttora in grado di attrarre gli altri malpancisti di Forza Italia come da lui stesso ammesso alcune settimane fa annunciando imminenti, ma non ancora avvenuti, nuovi arrivi dal partito azzurro.
Di certo sia Verdini che Tosi sarebbero ben accetti nel Partito della Nazione di renziana memoria. Un passo alla volta però. 
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