Dopo il disastro del Challenger, la lezione che ci ha portato su Marte

28 gennaio 2016 ore 16:20, Luca Lippi
Il 28 gennaio del 1986, lo Space Shuttle Challenger decollava da Cape Canaveral in Florida, per poi esplodere esattamente 73 secondi dopo  portando con se le vite di tutti e sette gli astronauti a bordo. E 'stato uno dei momenti che ha scolpito la memoria negli anni ‘80 e probabilmente la prima tragedia in diretta televisiva con migliaia di spettatori in diretta soprattutto attratti dall’evento che prevedeva a bordo Christa McAuliffe, la prima a volare nello spazio.
Il presidente Ronald Reagan costituì una commissione d’inchiesta per scoprire la dinamica dell'incidente, nominò a capo della commissione il fisico Richard Feynman, che col tempo spiegò l’estata dinamica del tragico incidente e il motivo per cui è esploso lo Shuttle. Dopo aver intervistato diversi ingegneri della NASA Feynman spiego in diretta Tv che una guarnizione O-ring in quella fredda mattinata, subendo lo shock termico dopo l’accensione fece fuoriuscire del gas pressurizzato all’esterno innescando l’esplosione del razzo.

Dopo il disastro del Challenger, la lezione che ci ha portato su Marte
Molte cose si sono imparate da quella tragedia  e il programma spaziale degli Stati Uniti d’America riprese dopo due lunghi anni di stop forzato. Si è dovuto attendere fino agli anni ’90 perché il programma riprendesse le sue missioni e la prima dopo la tragedia dello Space Shuttle Challenger fu Pathfinder e poi Mars Sojourner fino alle nuove missioni Shuttle che hanno rinnovato l'interesse e la fede nel programma spaziale. Tuttavia la perfezione passa per gli errori, e ancora una volta la sventura colpì il programma Shuttle, nel 2003 con lo Space Shuttle Columbia al suo rientro nell'atmosfera terrestre.
Alla missione, la Sts-51-L, partecipavano sette astronauti: il comandante Francis Scobee (47 anni), il pilota Michael Smith (41), gli specialisti di missione Judith Resnik (37), Ronald McNair (36) e Ellison Onizuka (40); gli altri due membri erano lo specialista di carico Gregory Jarvis (42), della Hughes Aircraft, e Sharon Christa McAuliffe (38), la maestra, selezionata tra 11000 candidati, che si preparava a fare dello shuttle una specialissima aula didattica. Aveva due figli la McAuliffe e amava alla follia lo spazio, le sono stati dedicati l'asteroide 3352 McAuliffe e un cratere lunare di 19 km di diametro.
Il giorno del disastro il presidente americano ritenne giusto commemorare i caduti nella missione leggendo in un messaggio alla nazione il sonetto "High Flight" di John Gillespie Magee: "Non li dimenticheremo mai, fuggivano dalla scontrosa superficie della Terra a sfiorare il volto di Dio". 

autore / Luca Lippi
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