Banca Etruria, Renzi vince al Senato e irride Fi: "Copiate dal Fatto quotidiano"

28 gennaio 2016 ore 19:22, Adriano Scianca
Banca Etruria, Renzi vince al Senato e irride Fi: 'Copiate dal Fatto quotidiano'
Il governo supera l'ostacolo delle mozioni di sfiducia dovute al caso Banca Etruria. Entrambe le mozioni – quella di Forza Italia e Lega, poi quella del M5S – non hanno raggiunto i voti necessari. Ai grillini servivano 130 voti: i sì sono stati solo 84, i no 174, più un astenuto. Oltre ai gruppi di maggioranza, hanno dichiarato che avrebbero votato contro la mozione di sfiducia la componente Fare! del gruppo Misto (le senatrici tosiane) ed Ala (i cosiddetti verdiniani). Si è astenuta la senatrice Serenella Fucksia (ex-M5S ora nel Misto). In precedenza, con 178 voti contrari, 101 a favore e un astenuto, il Senato aveva respinto la mozione di sfiducia presentata dal centrodestra e contro la quale avevano votato, oltre ai gruppi di maggioranza, anche Fare! e Ala. Si è astenuta la senatrice ex 5stelle Serenella Fucksia, e il suo voto, per il regolamento del Senato, equivale a voto contrario. La maggioranza richiesta era di 141 voti. 

Al di là degli schieramenti consolidati, colpisce che a favore di Renzi si siano schierati anche tre ex leghiste ora nel gruppo dei tosiani e due ex grillini. Più otto senatori di Forza Italia che sono mancati all'appello. Tra questi anche Francesco Nitto Palma e Niccolò Ghedini, che secondo rumors di palazzo non avrebbero votato in polemica con il fatto che per scrivere la mozione di sfiducia sarebbero stati copiati dei virgolettati dal Fatto Quotidiano, cosa sarcasticamente fatta notare dal premier Matteo Renzi. Il quale aveva strenuamente difeso l'operato del governo: “Se ci volete mandare a casa per il decreto sulle popolari fatelo. Noi siamo orgogliosi per una riforma che da 25 anni andava fatta e fu tentata da Ciampi e da Draghi. Se fosse stata fatta a fine anni 90 in tante parti di Italia, a cominciare dal nord est, avremmo evitato le scene di questi ultimi 15 anni in termini di contiguità tra il sistema del credito e politica”. E a chi gli faceva notare che su Banca Etruria il governo, nello specifico il ministro Boschi, poteva essere incappato in un conflitto di interessi, il presidente del Consiglio ha risposto: “Questo governo ha commissariato la Banca Etruria come ha fatto con altre banche senza avere alcun riguardo per nomi e cognomi. Per noi non ci sono amici o amici degli amici e la dimostrazione sta nel fatto che Banca Italia ha sanzionato i familiari di un ministro e sta nel fatto che non c'è stato un solo avvenimento che possa far parlare di conflitto di interessi”. 

Poi, rivolgendosi ai senatori di Forza Italia, ha attacca: “Non dico da che pulpito, sarebbe semplice, vi sto dicendo non c'è alcun conflitto d'interesse ma il tentativo con quel decreto di salvare un milione di correntisti e 7mila stipendi. Se ci volete mandare a casa fatelo ma noi non avremmo mai distrutto pezzi di economia per fare una battaglia politica contro il governo. Prima delle beghe politiche c'è l'Italia”. Poi ha affondato il coltello nella piaga: “Voi siete divisi e siete sempre meno, si conteranno i no ma i sì sono sempre meno perché tra di voi esiste una grande divisione”. Renzi ha concluso: “Tenetevi le vostre polemiche, aggrappatevi al fango, noi pensiamo all'Italia e la lasceremo meglio di come l'abbiamo trovata”.
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