The Hateful Eight sbarca a Roma: la cattiveria di Tarantino in formato 70 mm

28 gennaio 2016 ore 21:20, Adriano Scianca
The Hateful Eight sbarca a Roma: la cattiveria di Tarantino in formato 70 mm
Non è ancora arrivato nelle sale e già sono tutti pazzi per questo film: The Hateful Eight, la nuova pellicola di Quentin Tarantino, arriverà in Italia il 4 febbraio in circa 600 sale. Il regista è già sbarcato a Roma, tuttavia, per far vedere in anteprima il suo capolavoro a 888 invitati nello storico Studio 5 di Fellini con la versione 70 mm da 188 minuti con 3 minuti e mezzo di overture di Ennio Morricone (che per la musica è candidato all'Oscar) e un intervallo di 12 minuti. Il regista si presenta con Morricone e con due dei suoi attori feticcio, presenti anche in quest'ultima fatica, ovvero Michael Madsen (il sadico “Mr Blonde” de Le Iene, visto all'opera anche in Kill Bill) e Kurt Russell (lo stuntman psicopatico di Grindhouse). 

Una cosa tipicamente alla Tarantino, dovuta al suo spasmodico amore per il cinema, è anche il fatto che chiunque parli di The Hateful Eight non possa non soffermarsi su dettagli tecnici fino a ieri ignorati dai più. Il film, infatti, è stato girato in pellicola 70 mm e con lenti anamorfiche Panavision: il classico gusto retrò del regista, ovviamente usato in modo modernissimo. In tutta la storia del cinema sono state realizzate solo una decina di pellicola interamente in 70 mm, come "Ben Hur", "Lawrence D'Arabia", "My Fair Lady". In Italia sarà possibile vedere la pellicola nello storico formato solo a Melzo e a Bologna (presso la Cineteca) e per un mese a Cinecittà. E così alla conferenza stampa si finisce a parlare di pellicole e formati, cose normalmente soporifere ma che nelle mani di Tarantino diventano ingredienti di un capolavoro. “Ora che avete provato la meraviglia dei 70mm non potrete più tornare al digitale”, dice al regista. E a chi gli chiede un paragone tra digitale e pellicola come fosserio cowboy e indiani Tarantino risponde: “Mi auguro che la pellicola duri di più, anche se i nativi hanno resistito parecchio e gliene hanno fatte vedere di tutti i colori”. 

Uscendo dai dettagli tecnici, il cineasta descrive il suo film come “una sorta di Le Iene in versione western. Le Iene erano state molto influenzate da La Cosa di John Carpenter per cui i due film hanno in comune il concetto della paranoia, il paesaggio immerso nella neve, l'ambientazione in una stanza chiusa dove un gruppo di personaggi non può fidarsi di nessun altro”. La trama è nota: una locanda immersa nella neve, ai tempi del selvaggio West. Otto persone vi si incontrano, ma nessuno è quello che sembra, tutti hanno un segreto da custodire, tutti sono cattivissimi e non c'è redenzione. Bastardaggine pura in formato 70 mm.
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