La Anitori del M5S sceglie il Misto. Emanciparsi per le donne vuol dire anche rifiutare Grillo.

28 giugno 2013 ore 18:02, Marta Moriconi
La Anitori del M5S sceglie il Misto. Emanciparsi per le donne vuol dire anche rifiutare Grillo.
M5S in discioglimento. Molla anche la Anitori. Grillo non piace alle donne. Sette, tra deputati e senatori, i fuoriusciti dal MoVimento e la maggioranza è donna. Che Grillo venga percepito troppo come padre padrone? Le donne si sa, non sono più quelle di una volta a cui piaceva essere prese e non comprese. Oggi hanno le idee chiare e il cervello libero. Forse anche un po’ ossessionato da temi come il femminismo, le quote rosa e quant’altro. Ma sta di fatto che così è nel 2013. Il partito personale funziona solo nel Pdl e quando ci sono delle Amazzoni. Ma torniamo alla cronaca. Prima se ne sono dovuti andare i senatori Marino Mastrangeli e Adele Gambaro. Espulsione scelta dalla rete, sì, ma sempre un po’ crudele è stata. Nei giorni scorsi è stata la volta dei deputati Alessandro Funari, Vincenza Labriola e Adriano Zaccagnini. Poi di nuovo una senatrice, Paola De Pin, e ora è la volta di Fabiola Anitori. L’'addio è volontario e spontaneo stavolta. E arriva nel Misto anche lei.  Quanto alla sua scelta l’ha motivata così: «Non riconosco più l'impostazione iniziale del Movimento che è diventato proprio quel partito personale dallo stesso tanto criticato, con un sistema feudale di fedeltà che respinge o espelle chi dissente, chi non si allinea». Ecco queste sono le parole di libertà che ha nel cuore. Giudicate voi se, magari, questo Medioevo politico ha a che fare con quello domestico, contro cui tanto hanno lottato le donne. Emanciparsi vuol dire anche rifiutare Grillo nel 2013?  
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