Le parole della settimana: Papa e droga

28 giugno 2014 ore 9:30, Paolo Pivetti
Le parole della settimana: Papa e droga
“Vorrei dire con molta chiarezza: la droga non si vince con la droga! La droga è un male, e con il male non ci possono essere cedimenti o compromessi”. Nell’udienza ai partecipanti della International Drug Enforcement Conference il Papa ha pronunciato parole chiare, molto chiare. E nel dubbio che non fossero abbastanza chiare, ha ulteriormente chiarito: “Intendo ribadire quanto già detto in altra occasione: no ad ogni tipo di droga. Semplicemente. No ad ogni tipo di droga”.
La parola droga, intendendo “ogni tipo di droga”, con tutto il vigore della condanna senza compromessi, aleggia sulla settimana. E noi, come la mettiamo con la Corte Costituzionale che non ha solo aperto uno spiraglio, ma spalancato le porte alla distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere, e all’indulgenza vero queste ultime? E con il Parlamento che, accogliendone pienamente la sentenza, si è precipitato a legiferare in tal senso? Le parole di Francesco sono fin troppo chiare: “No ad ogni tipo di droga”. Il Papa che piaceva proprio a tutti, il Papa che il mondo festeggiava in un’orgia di “volemose bene”, il Papa che faceva contenti anche i gay con la sua comprensione umana, adesso è improvvisamente, inaspettatamente, pietra d’inciampo. Si svincola con forza dall’affettuoso abbraccio e getta tra la folla dei plaudenti un così potente motivo di conflitto. È un bel problema di coscienza, e non solo per i cattolici. C’è un’immensa platea di estimatori nell’imbarazzo, credenti e laici d’ogni inclinazione e intonazione. Si profila dunque una lotta come in tempi lontani, tra guida spirituale e potere del mondo? Sembra quasi l’irrompere di un turbine nell’atmosfera stagnante e sonnolenta del Pensiero Unico che cullava le nostre coscienze. Si stava così bene in questo mondo pieno di tragedie ma adagiato sull’idea del male minore di una Droga Universale, leggera per tutti e pesante solo per chi vuol osare. Ci permetteva di sopportare ogni gioco della sorte. E adesso, dopo quelle improvvide parole, come risolvere il problema? Niente paura, una soluzione, per questa volta, è stata trovata. È bastato oscurare il Papa per un giorno. Quello stesso Papa che quotidianamente tiene banco sui Grandi Quotidiani e Telegiornali e fa vendere copie e impennare l’audience quando scomunica Mafia e Ndrangheta suscitando gli applausi della gente per bene, o quando si commuove di fronte ai migranti o s’indigna della corruzione, beh, in questa faccenda poco simpatica della droga è stato tirato via dai titoli e dalle prime pagine. Che sarà mai, un Papa muto per un giorno? Chi se n’è accorto? Poi, si sa, dal giorno dopo abbiamo ripreso a lodarlo e sbandierarlo. Per questa volta è andata. Poi cominciano le vacanze...
autore / Paolo Pivetti
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