Torna il diritto all'aborto in Texas, parola della Corte Suprema (senza Scalia)

28 giugno 2016 ore 10:05, intelligo
Senza il giudice Scalia c'era da immaginarselo, manca il pilastro dell'ala conservatrice della Corte Suprema, quella che si rifà alla interpretazione originaria della Costituzione. Morto a febbraio e non ancora sostituito, fa già avvertire la sua assenza. Il Texas? ha diritto costituzionale all'aborto, così nell'ultima sentenza che già fa polemica. Due punti erano contestati della legge del Texas, firmata nel 2013 dal repubblicano Rick Perry, allora governatore: la chiusura delle cliniche non ospedale troppi vincoli per i medici abortisti nelle cliniche (Motivo per cui già cliniche erano state chiuse tra le proteste generali).

C'è la possibilità di un effetto domino e l'argomento entra nel dibattito. In questo caso, i progressisti esultano con 5 voti a difesa dell'aborto, da parte dei giudici Stephen Breyer, Anthony Kennedy, Ruth Bader Ginsburg, Sonia Sotomayor ed Elena Kagan. Rimangono contrari all'aborto solo il giudice capo John Roberts jr., Clarence Thomas e Samuel Alito.
Il problema di un bilanciamento all'interno della Corte ha interessato anche Obama in riferimento alla riforma dell'immigrazione e in quel caso sono stati i democratici a subire il colpo. 
Torna il diritto all'aborto in Texas, parola della Corte Suprema (senza Scalia)
Ecco la motivazione espressa sul comportamento dei territori che
 "hanno creato ostacoli inaccettabili per l'accesso all'aborto". MA "gli Stati non possono mettere pesi superflui sul diritto costituzionale di abortire, tra cui quello di norme sanitarie non necessarie che hanno lo scopo di ostacolare le donne che vogliono interrompere la gravidanza".
E ora non solo le cliniche di Austin, Dallas-Fort Worth, Houston e San Antonio potranno operare l'aborto, c'è tutta un'area da coprire (e anche un business?) 
autore / intelligo
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