Come Renzi affronta "il macigno" Brexit: "Crescita e flessibilità in Ue e negoziato Gb"

28 giugno 2016 ore 11:09, Americo Mascarucci
"Siamo di fronte a una vicenda storica. Chi minimizza o strumentalizza compie un errore politico".
Così il premier Matteo Renzi ha parlato  in Parlamento intervenendo sulla Brexit a poche ore dal vertice con Germania e Francia per discutere su come affrontare il caso aperto dalla Gran Bretagna con la decisione di uscire dall'Unione Europea. Renzi tuttavia pur non condividendo il voto degli inglesi ribadisce l'esigenza di rispettarlo.
"Non ci si può voltare indietro e far finta di niente.  Se oggi, a dispetto di una larga parte delle previsioni e di un'affluenza straordinaria il popolo britannico ha parlato, non possiamo fare finta di niente. Se passa il messaggio che il popolo vota e altrove si mette una pezza a ciò che il popolo ha deciso, si mina la democrazia". 
"E' il momento della saggezza - ha sostenuto - ma anche della visione per il futuro, senza rinfacciarsi gli errori del passato. L'Italia va oggi a voce alta e a testa alta all'incontro con Francia e Germania. Vi è una condivisione da parte di tutti, ma mettendo per un attimo da parte Le Pen o Farage, è venuto il momento di far sentire insieme la voce dell'Italia. Mi riferisco all'Europa sociale, all'Europa della crescita che non può rimanere inerme davanti a quello che accade a livello internazionale". 

Come Renzi affronta 'il macigno' Brexit: 'Crescita e flessibilità in Ue e negoziato Gb'
Da qui è poi partita una strigliata all'Europa: "Non entro qui nel merito dell'articolo 50 che aprirà il negoziato per l'uscita dalla Ue della Gran Bretagna e sulle regole del gioco. Sono dinamiche che affronteremo in sede europea. Ma l'Italia dice che tutto può fare l'Europa tranne che aprire per un anno una discussione sulle procedure dopo aver discusso un anno sulle trattative. Così si perde di vista il messaggio del referendum. E' il momento in cui l'Europa deve tornare a fare l'Europa - ha proseguito - per noi l'Europa è la casa e noi non immaginiamo di andarcene da casa nostra. Ma sappiamo anche che così com'è questa casa non è accogliente come in passato. Dobbiamo mettere al centro quei valori che la maggioranza ha messo al centro del dibattito europeo", ha spiegato ancora Renzi per il quale "Dobbiamo trarre insegnamento da ciò che è accaduto per portare l'Europa ad occuparsi di sociale e non solo a fare battaglie burocratiche".
Ma come sogna Renzi l'Europa? "Più solidale, oltre che solida. Più sociale, meno bancaria". E poi la parola magica: "flessibilità".
L'ipotesi è agire sugli investimenti da scorporare dal patto di stabilità. Una 'boccata d'ossigeno' che sarebbe preziosa, osservano fonti governative, per inserire misure come il taglio dell'Irpef nella manovra per il 2017. Il premier italiano fa capire la sua determinazione nella battaglia per la crescita quando avverte che " bisogna considerare un problema il deficit ma anche il surplus di alcuni Paesi".
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