Puglia senza screening, è allarme prevenzione: questione di stile di vita

28 giugno 2016 ore 11:23, intelligo
Per i pugliesi la percezione della salute positiva è il 72,6 % dei pugliesi la pensa così nonostante continui ad avere cattivi stili di vita. E' quanto emerge dal rapporto Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), realizzato monitorando circa 8.500 pugliesi tra i 18 e i 69 anni di età fra il 2008 e il 2014. Il rapporto è stato presentato dal direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Giovanni Gorgoni, e dalla responsabile dell'Osservatorio epidemiologico regionale, Cinzia Germinario.
Secondo il documento, un pugliese su due è in sovrappeso mentre il 38,4 per cento non fa attività fisica. Soltanto l'8 per cento della popolazione consuma cinque o più porzioni di frutta o verdura al giorno: una media che non si è modificata dal 2008 al 2014. Il 47 per cento dei pugliesi consuma alcolici e il 26,6 per cento fuma. E si riconferma la correlazione tra cattivi stili di vita e disagio socioeconomico.

Gorgoni al riguardo dice: "Partiamo dal dato positivo il 72 per cento dei cittadini pugliesi dichiara di sentirsi bene. E questo è uno dei dati migliori di tutta Italia, ben al di sopra della media nazionale che si attesta sul 69 per cento. La prima vera causa dei nostri disagi sono negli stili di vita che si autoalimentano tra di loro e che sono sempre gli stessi: fumo, sedentarietà, cattiva alimentazione, diabete, ipertensione. In alcuni casi, i cattivi stili di vita hanno a che fare anche con l'insorgenza dei tumori e delle demenze senili". "Dal report - ha aggiunto - si evince chiaramente che i
Puglia senza screening, è allarme prevenzione: questione di stile di vita
peggiori stili di vita si registrano nelle classi più povere, meno istruite. E nel nuovo programma operativo 2016-2018 stiamo inserendo il rilancio degli screening per la prevenzione oncologica". "Per quanto riguarda la prevenzione primaria – ha continuato il direttore del Dipartimento – occorre soprattutto promuovere una cultura della prevenzione relativamente agli stili di vita. C’è una scarsa attenzione dei pugliesi ai classici grandi fattori di deterioramento della salute. Occorre far capire loro che la salute comincia a casa propria con una sana condotta di vita. E’ anche vero però che dalla lettura del Report si evince chiaramente che i peggiori stili di vita si registrano nelle classi più povere, meno istruite. E’ lì che dobbiamo intervenire. Il nostro obiettivo è raggiungere tutti i cittadini perchè tutti devono essere messi nelle condizioni di poter tutelare la propria salute".
Per la prevenzione secondaria Gorgoni chiama in causa principalmente i servizi della Regione Puglia, ossia quello degli screening. "Non è una novità il monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza del Ministero ci conferma che la strada da fare è ancora lunga e, al di là delle carenze organizzative, la pecca principale è a monte, nella capacità e nella motivazione a promuovere la cultura della prevenzione".
Per Germinario: "La situazione non è bellissima perché a causa del basso reddito, di cattivi stili di vita e di screening non eseguiti abbiamo una fascia di popolazione che resta completamente scoperta. Una fascia di persone che non accede mai alla prevenzione".

autore / intelligo
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