Svolta Turchia-Russia, le scuse di Erdogan a Putin per l'aereo abbattuto strategiche

28 giugno 2016 ore 14:55, Lucia Bigozzi
Dopo mesi spesi in un estenuante braccio di ferro che più di una volta ha fatto temere il peggio nelle relazioni tra Mosca e Ankara dopo l’abbattimento del bombardiere russo al confine tra Turchia e Siria (con la Turchia che accusava la Russia di aver violato lo spazio aereo), qualcuno ha deciso di chiedere scusa. Lo ha fatto Recep Tayyep Erdogan che, alla fine ha messo da parte l’orgoglio. “Non abbiamo mai avuto il desiderio o l’intenzione di abbattere quell’aereo”, ha sottolineato il presidente turco in un messaggio pubblicato sul sito del Cremlino. Il bombardiere Su-24 era stato colpito lo scorso il 24 novembre scorso al confine tra Turchia e Siria, confine che - secondo il governo di Erdogan – sarebbe stato violato dal velivolo militare. 

Svolta Turchia-Russia, le scuse di Erdogan a Putin per l'aereo abbattuto strategiche
Erdogan ha espresso la propria partecipazione al lutto della famiglia del pilota russo rimasto ucciso: “Condivido il loro dolore con tutto il cuore.
Per noi saranno come una famiglia turca. Per alleviare il dolore e la gravità del danno arrecato, siamo pronti a fare qualunque cosa”. Insomma, una bella marcia indietro rispetto ai toni di tutt’altro tenore che aveva assunto solo pochi mesi fa, rispedendo al mittente – ovvero al Cremlino – le controaccuse di Putin col quale Erdogan era, in sostanza, arrivato ai ferri corti. Era stato lo stesso presidente russo a pretendere scuse formali e riparazione dei danni come condizione per mettere fine al braccio di ferro che in tutto questo tempo ha “congelato” le relazioni tra i due Paesi, non solo politiche, ma soprattutto economiche. Quel braccio di ferro, ad esempio, era costato il blocco in Russia delle importazioni di frutta e verdura turchi, ma anche lo stop ai pacchetti vacanze delle agenzie di viaggio, oltre a misure restrittive per le imprese turche che lavorano in Russia. Per non parlare poi, come rileva Il Sole24Ore, del capitolo fornitura di gas ma anche il futuro del progetto Turkish Stream. Ora tra Mosca e Ankara il grande gelo pare essere finito. Almeno per questioni commerciali. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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