Brexit, Abbate: "Già ai tempi del militare inglesi con l'infermeria per conto loro. Da quando ci sono i social..."

28 giugno 2016 ore 15:47, Lucia Bigozzi
“Gli inglesi si sono resi conto di aver fatto una st…. a pazzesca”. Comincia così la contro-lettura di Fulvio Abbate, scrittore, della Brexit in salsa ironica. Nell’intervista con Intelligonews passa in rassegna i protagonisti con il suo proverbiale spirito irriverente.

Brexit visto dal lato irriverente: cosa le fa pensare la regina Elisabetta che dice “io sono viva”? E’ il classico humor inglese? Lei ha qualcosa da dichiarare?

"Molto semplicemente: gli inglesi si sono resi conto di aver fatto una st…. a pazzesca. Il loro sciovinismo gli si è ritorto contro. Io l’unico commento che mi sento di fare ha riguardato la mia memoria: ho fatto il servizio militare alla base Nato di Bagnoli, 33 anni fa e c’erano anche gli inglesi con me ed erano gli unici che avevano perfino l’infermeria per i fatti loro. Quindi che loro non amino confondersi con gli altri è cosa risaputa, ma evidentemente in questo caso hanno fatto il passo più lungo della gamba". 

Brexit, Abbate: 'Già ai tempi del militare inglesi con l'infermeria per conto loro. Da quando ci sono i social...'
La regina Elisabetta che dice “io sono viva” dalla sua ottica irriverente che immagine le evoca?

"Mi evoca un certo disagio per avere delle prerogative reali secondarie, nel senso che probabilmente avrebbe voluto far decapitare con un’accetta Cameron, però essendo una monarchia costituzionale non può… (sorride, ndr). A livello di immagine mi evoca quella del boia col cappuccio di cuoio nero come lo immaginavamo un tempo nello sceneggiato “La Freccia nera” mentre taglia la testa con l’accetta".  

Brexit corre sul filo dell’ironia sui social: ad esempio il gruppo europeo aperto su Whatsapp composto da italiani, francesi e tedeschi che fanno battute sugli inglesi. Come legge questa piazza social così ‘controcorrente’?

"Diciamo la verità: da quando esistono i social, soprattutto Facebook e Twitter, gli editoriali più significativi sui fatti planetari partono da lì. Hanno rubato il mestiere ai vari Paolo Mieli e Sergio Romano che sono stati ‘licenziati’dai cazzari anonimi di Twitter e Facebook, ahimè…".

Il premier italiano impegnato nel vertice coi capi di Stato. In questa fase chi le sembrano Renzi, Juncker e Merkel? 

"Renzi è un twittatore: probabilmente ha una sfida in corso con Maurizio Gasparri, sono entrambi dei twittatori compulsivi. Juncker e la Merkel evidentemente devono fare i conti con una spinta populista che avrà anche delle connotazioni irrazionali però risponde a un disagio oggettivo che esiste".

Ma se dovesse “catalogarli” con un’immagine irriverente come li vedrebbe?

"Juncker lo vedo come una specie di amministratore di condominio, basta guardarlo: ha una faccia che ti fa intuire che lui è convinto di avere il massimo dei millesimi … La Merkel è una ex ragazza della gioventù comunista della Ddr che ha trovato una professione anche dopo il crollo del muro di Berlino". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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