Migranti, diritto alla salute anche senza il permesso di soggiorno: parola di Cassazione

28 giugno 2016 ore 20:28, Andrea Barcariol
Nessuna espulsione per i migranti, senza permesso di soggiorno, che si trovano in condizioni di salute seriamente compromesse. E' quanto ha stabilito la sesta sezione civile Cassazione sui casi che non siano solo a rischio di vita, ma anche che riguardino patologie gravi che richiedono cure continue. Una sentenza destinata a far discutere e a riaprire l'eterna polemica politica sui migranti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una cittadina peruviana contro il decreto di espulsione emesso nei suoi confronti dal prefetto. Un provvedimento avallato dal giudice di pace che, malgrado la signora avesse dimostrato di aver subito un'operazione per asportare ovaie, tube e utero a causa di un tumore, si era limitato a motivare che la ricorrente sebbene lamentasse problemi di salute, non aveva chiesto alcun permesso per portare a termine, come da sua richiesta, il rigido protocollo post operatorio.

Migranti, diritto alla salute anche senza il permesso di soggiorno: parola di Cassazione
La Cassazione invece ha sottolineato come “il diritto fondamentale alla salute del cittadino straniero che si trova in territorio italiano non può essere subordinato alla richiesta di un permesso di soggiorno”. Il rispetto dei diritti umani impedisce l'espulsione dell'extracomunitario, che non può correre il rischio di subire un irreparabile pregiudizio come conseguenza dell'immediata esecuzione del provvedimento. Una garanzia, conclude la Suprema corte, che comprende non solo le prestazioni di pronto soccorso e medicina d'urgenza, ma anche tutte le altre prestazioni essenziali per la vita. I giudici hanno dichiarato fondato il ricorso della donna e annullato la sentenza con rinvio: il giudice di pace dovrà quindi riesaminare il caso tenendo conto del principio di diritto enunciato dalla Cassazione.
Secondo il “Rapporto sull’accoglienza di migranti e rifugiati in Italia” realizzato dal Gruppo di studio sul sistema di accoglienza del ministero dell’Interno, il 2014 è stato l’anno record degli sbarchi: oltre 170 mila gli arrivi, un dato che supera la somma dei tre anni precedenti, mentre nel 2015 c'è stato un calo intorno al 7%, ma il fenomeno rimane preoccupante.



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