Sentenza Sarah, Bruzzone: "Impianto accusatorio solido, ora Michele esca dal gossip"

28 luglio 2015, Andrea De Angelis
Ad uccidere Sarah Scazzi, il 26 agosto di cinque anni fa, furono la zia Cosima Serrano e sua figlia Sabrina Misseri, cugina della vittima quindicenne, almeno secondo la Corte d'assise d'appello di Taranto che dopo oltre tre giorni di camera di consiglio ha ribadito il verdetto di primo grado. 
Furono le due donne, anche per i giudici di secondo grado, a strangolare nella loro casa Sarah e insieme con Michele Misseri (condanna a otto anni confermata per soppressione di cadavere) a eliminarne il corpo, che fu trovato dopo 42 giorni in un pozzo-cisterna in contrada Mosca, nelle campagne di Avetrana.

Sentenza Sarah, Bruzzone: 'Impianto accusatorio solido, ora Michele esca dal gossip'
All'indomani del verdetto, IntelligoNews ha riletto la sentenza con la nota criminologa Roberta Bruzzone...

La sentenza l'ha sorpresa?

«Questo esito era ampiamente prevedibile come vado dicendo da tempo. Non sono sorpresa, almeno per quanto riguarda gli imputati principali».

Partendo da Michele Misseri, siamo dinanzi ad una pena congrua?

«Lo è per il nostro codice per quanto riguarda la soppressione di cadavere, anzi è il massimo della pena che si poteva comminare per questo tipo di ipotesi. Dunque è assolutamente congrua, del resto che Michele Misseri si fosse occupato solo della soppressione del cadavere mi pare piuttosto chiaro, ma attendiamo ovviamente l'ultimo grado di giudizio, la Cassazione». 

Qui si attende qualche sorpresa?

«No, assolutamente. Ritengo che l'impianto accusatorio sia molto solido, ha retto in primo e secondo grado». 

Anche l'ergastolo a Sabrina Misseri?

«Sì, anche se è chiaro che fa una certa impressione pensare ad una donna così giovane condannata all'ergastolo, però quello che è stato commesso è di una gravità inaudita. Anche qui è un problema di codice: non è prevista una formula diversa, se si condannano queste due donne è ergastolo. Non c'è una via intermedia, sono tre i reati contestati in concorso: sequestro di persona, omicidio volontario pluriaggravato e soppressione di cadavere. Può esserci solo la condanna all'ergastolo».

La mediaticità di questo processo è legata, negli anni, soprattutto alla figura di Michele Misseri?

«Indubbiamente è una figura centrale, anche perché è quello rimasto a piede libero, dunque più disponibile nei confronti dei media e una certa parte di essi sulla sua figura ci ha puntato molto per alimentare un vero e proprio gossip. Di questo possiamo parlare, perché quello che afferma quest'uomo non può avere un valore diverso del gossip di prima categoria. Mi auguro che le sue esternazioni, fino ad oggi distribuite ovunque, possano subire uno stop definitivo».

Come legge l'assenza di ieri della famiglia Scazzi?

«Credo ci sia la volontà di non ripiombare in un certo tipo di situazioni, credo che fossero abbastanza tranquilli sull'esito del processo. Nessuno poteva avere realisticamente dei dubbi, giusto la difesa delle due imputate. Credo che la famiglia Scazzi abbia deciso, anche in maniera abbastanza sobria, di uscire dal circuito mediatico. Una scelta comprensibile». 

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