Sveglia dall'Istat: cala la fiducia dei consumatori, flop dei saldi

28 luglio 2015, Luca Lippi
Sveglia dall'Istat: cala la fiducia dei consumatori, flop dei saldi
L’Istat nel rapporto scrive “L'indice scende a 106,5 da 109,3 di giugno, mentre per le imprese calo a 104,3 da 104,7 di giugno”. Secondo l’Istat, il calo è stato più forte riguardo la fiducia dei consumatore che quello delle imprese.

Diminuiscono tutte le componenti di fiducia dei consumatori, per il clima economico e per quello futuro, che passano rispettivamente da 138,6 a 127,9 e da 119,2 a 114,6. Il clima personale e quello corrente diminuiscono in maniera più contenuta attestandosi rispettivamente, a 99,5 da 100,0 e a 101,7 da 103,3. 

I giudizi dei consumatori sull’attuale situazione economica peggiorano sensibilmente, stesso destino per la crescente paura riguardo la disoccupazione. 

È sintomatico il dato sui saldi estivi che è specchio della sfiducia diffusa. I saldi estivi sono stati un vero e proprio fallimento. Il primo consuntivo è disastroso, secondo Federconsumatori  i dati sono analoghi a quelli già pessimi del 2014 il calo si attesta al -3,5%. Le famiglie coinvolte risultano 1  su 3 con una spesa di 113 Euro a famiglia. Complessivamente il giro di affari dei saldi sarà inferiore a 1 miliardo di euro. Dati che testimoniano l'estrema difficoltà delle famiglie, sempre più impossibilitate a fare acquisti, neppure in occasione dei saldi.
Aggiungono Rosario Trefiletti e Elio Lannutti (Federconsumatori e Adusbef) “Il fatto che i dati restino costanti ad un anno di distanza dimostra che la nostra economia è ancora intrappolata in una spirale negativa e che, contrariamente a quanto alcuni sostengono, l'uscita dalla crisi non è così vicina”.

Difficoltà espresse anche dalle spese con la carta di credito. Nella terza settimana di luglio sono cresciute dell’1,9% rispetto all’anno scorso. Aumento, però, trainato dai prelievi di contante e dalla voce “trasporti”.

Riguardo al clima di fiducia delle imprese, sale a 110,0 da 109,2 il clima delle imprese dei servizi di mercato e a 106,5 da 105,9 quello delle imprese del commercio al dettaglio, mentre scende a 103,6 da 103,9 quello del settore manifatturiero e a 117,6 da 119,7 quello delle costruzioni.

Eppure attraverso il canale radio dell’organo di informazione di Confindustria passa la notizia che cresce la fiducia di consumatori e imprese. In realtà passa come uno spot di appena tre secondi magari è sfuggito agli ascoltatori, ma non a noi!

Solchi sempre più profondi di accanimento terapeutico da parte dei media filogovernativi? Sicuramente non è così...

Seguici su Facebook e Twitter
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]