No al Ddl Cirinnà: domani al via la raccolta firme

28 luglio 2015, Americo Mascarucci
Il Comitato “Difendiamo i Nostri Figli” promotore della piazza di San Giovanni torna all’attacco del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. 

No al Ddl Cirinnà: domani al via la raccolta firme
Di fronte all’annunciata accelerazione dell’esame del testo da parte della relatrice Monica Cirinnà, decisa a calendarizzare la discussione prima della pausa estiva nonostante la Commissione Giustizia del Senato non abbia ancora terminato i lavori, il Comitato ha annunciato con un comunicato stampa una contromossa; una raccolta di firme davanti al Senato nella giornata di mercoledì 29 luglio a partire dalle ore 15, iniziativa che sarà poi estesa, come spiegato dal presidente Massimo Gandolfini, in tutte le piazze italiane con appositi gazebi e anche on line. 

Una petizione pubblica rivolta a dimostrare che la maggioranza degli italiani, come anche dimostrato dal successo della mobilitazione di Piazza San Giovanni il 20 giugno scorso, è contraria ai matrimoni gay e alle adozioni per le coppie omosessuali, mentre è fermamente convinta che un figlio debba crescere in una famiglia composta da un padre ed una madre. Una raccolta firme che punta a rafforzare il successo della piazza che tante polemiche ha scatenato ma che ha fatto maturare, tanto nel Governo che in Parlamento, la consapevolezza che il tema del riconoscimento delle unioni di fatto non possa essere affrontato a suon di forzature o fughe in avanti. 

Insomma, la battaglia continua e senza mediazioni. Dal Comitato “Difendiamo i Nostri Figli” fanno sapere che nessun compromesso è possibile con chi punta ad equiparare le convivenze alla famiglia fondata sul matrimonio. Pertanto il ddl Cirinnà, a detta dei promotori della raccolta firme, va respinto senza se e senza ma, nonostante la disponibilità della Conferenza Episcopale Italiana, rappresentata dal segretario generale Nunzio Galantino, a prediligere il dialogo rispetto al muro contro muro, alla linea dura. L’iniziativa del Comitato invece sembra andare in direzione diametralmente opposta rispetto ai desiderata della Cei che finora, non sembra aver ottenuto con il dialogo, nessuna concreta apertura rispetto ai contenuti del ddl che restano fortemente sbilanciati in favore di un’equiparazione fra famiglia naturale e coppie di fatto, comprese quelle gay. Dunque il divario fra la piazza di San Giovanni e le gerarchie sembra aumentare, proporzionalmente alla volontà del fronte laico di accelerare al massimo l’approvazione del ddl Cirinnà in Senato prima della pausa estiva. 

Un braccio di ferro che mette in difficoltà il Governo Renzi dove continua sempre più incessante il pressing del Nuovo centrodestra per modificare il testo all’esame della Commissione Giustizia di Palazzo Madama e cancellare oltre all’equiparazione e alle adozioni per le coppie gay anche il diritto alla reversibilità della pensione per i conviventi, su cui alle divergenze di natura etica si sono aggiunte quelle di ordine economico.

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