Svolta gay nei Boy Scout: sì agli omosessuali come 'capi'

28 luglio 2015, Americo Mascarucci

Svolta gay nei Boy Scout: sì agli omosessuali come 'capi'
Una decisione che farà discutere e che sicuramente non mancherà di scatenare polemiche soprattutto in Italia.

In America infatti il consiglio esecutivo dei Boy Scout ha abolito il divieto per i gay di diventare adulti 'capi'. La decisione ha effetto immediato e mette fine ad anni di controversie con le quali l'associazione ha rischiato varie cause. Per i boy scout americani si tratta di una vera rivoluzione. La strada verso l'abolizione del divieto e' stata aperta lo scorso 21 maggio dal presidente dell'associazione, l'ex segretario alla Difesa Robert Gates. 

La risoluzione è stata votata dal 79% dei voti del Consiglio: tuttavia, le organizzazione qualificate a gestire e operare per conto del movimento nazionale, anche quelle di matrice religiosa, hanno ancora ampi margini per decidere, anche su base sessuale, come scegliere i leader adulti.  

Un cambiamento che permetterebbe ai membri scout e ai genitori di “scegliere i gruppi locali che rispecchiano meglio le necessità della famiglia” e che rispetta il diritto delle organizzazioni a base religiosa di scegliere persone con valori coerenti ai propri.

Un’apertura, per quanto mediata, che vale per gli adulti: la decisione invece di aprire le porte ai ragazzi dichiaratamente gay era arrivata nel 2013. Nonostante gli ampi margini di decisione comunque concessi alle organizzazioni, per l’appunto lasciate libere anche di non accettare come leader persone dichiaratamente gay (è caduto un divieto ma non è stato imposto un obbligo nell’altro senso) c’è chi contesta la decisione ed ha addirittura minacciato di lasciare il movimento. Questo perché scopo dello scautismo, fondato sul volontariato, è l'educazione dei giovani a un civismo responsabile mediante lo sviluppo delle proprie attitudini fisiche, morali, sociali e spirituali. Per i tradizionalisti questi principi mal si concilierebbero con le tendenze omosessuali delle persone. 

La decisione riguarderà non soltanto i leader ma anche gli impiegati che lavorano negli uffici al centro di controversie di carattere giudiziario. L’abolizione del divieto mette anche al riparo da possibili cause legate alla discriminazione sul posto di lavoro: anche i Boy Scout of America devono rispettare le leggi anti discriminazione, come sottolineato dal procuratore generale di New York, Schneiderman. 

Se il compito dell’associazione è preparare i giovani del paese a diventare cittadini responsabili e leader, “non vedo modo migliore di farlo che consentendo alla gioventù di apprendere da un gruppo eterogeneo di modelli di ruolo” ha affermato Schneiderman. Un altro esempio insomma di perfetta omologazione culturale da pensiero unico relativista?


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