Ddl Cirinnà, Gandolfini: "Niente ferie, davanti al Senato e a preparare iniziative"

28 luglio 2015, Marco Guerra
“Non andiamo in ferie, la famiglia si difende anche in agosto”. Così il presidente del Comitato Difendiamo i nostri figli, il prof. Massimo Gandolfini, dopo il successo della manifestazione del 20 giugno, presenta ad IntelligoNews la raccolta firme contro il ddl Cirinnà sulle unioni civili, che prenderà il via domani a Roma. Un’estate in prima linea dunque...

Ddl Cirinnà, Gandolfini: 'Niente ferie, davanti al Senato e a preparare iniziative'
Domani comincia la raccolta firme contro il dll Cirinnà. Perché davanti al Senato e perché in piena estate?

“Davanti al Senato perché è il luogo istituzione nel quale e si inizierà a discutere il ddl Cirinnà, investita di questo studio è la commissione giustizia di Palazzo Madama. Cominciamo ora per due ragioni: i tempi sono abbastanza stretti e poi bisogna lanciare il messaggio che non abbiamo intenzione di andare in ferie su una tematica cosi sensibile e importante. Siamo sempre sul pezzo, siamo in allerta, iniziamo questa raccolta firme, continueremo mercoledì prossimo poi l’8 agosto chiude l’attività parlamentare ma parallelamente andremo avanti per poi continuare con la raccolta on line. Con il mese di settembre riprenderemo con i bacchetti in tutta Italia e altre modalità ancora da definire”.

Insomma massima mobilitazione anche in estate?

“Certo, Vorrei poi impostare diversi convegni, ma ne parlerò quando pronti. Intanto c'è la raccolta delle firme...".

Qual è l’obiettivo della raccolta firme?

"Mandare ai parlamentari un messaggio di rigorosa opposizione al ddl Cirinnà, anche con gli ultimi tentativi di maquillage del disegno di legge che sono stati fatti, compreso la dizione “non è una famiglia ma istituto giuridico originario". Una soluzione che farà ridere la corte europea dei diritti dell’uomo, che ogni due per tre tira fuori  una raccomandazione, la quale il giorno dopo sarebbe pronta ad intervenire per parificare completamente i due istituti. Ecco perché  la nostra opposizione è categorica, perché dietro a tutto questo c’è la cosa che più ci sconvolge l’adozione dei bambini alle coppie dello stesso sesso anche attraverso la pratica abominevole dell’utero in affitto”.

Secondo indiscrezioni, si è tentato di spingere in avanti legge anche con incontri tra i vertici clero e la stessa senatrice Cirinnà. Voi che clima avvertite?

“Noi abbiamo avuto contatti diretti su questo tema con le persone in questione, ci rifacciamo ai giornali a e quello che scrive Avvenire, il quotidiano dei vescovi, e ci sembra che segretario Cei sia molto concorde con la nostra posizione ed e in questo senso che muoviamo la nostra condotta e quello che avvertiamo è la necessità di avere estrema chiarezza su tematiche che non consentono colori grigi. Bisogna essere uniti, essere una diga senza crepe dinanzi a un ddl che è in grado di stravolgere la fondamenta stessa della nostra società, la famiglia. Grande volontà quindi di comunione e collaborazione ma anche grande chiarezza su valori sui quali non è concesso mezzo passo indietro. Vede il tema della mediazione è importante ma bisogna vedere su cosa . Sui dettagli e un conto ma qui non parliamo di dettagli sulla famiglia non è possibile nessuna mediazione”.

Dunque si va avanti senza compromessi al ribasso…

“Se disgraziatamente la legge dovesse passare di sicuro prenderemo in considerazione l’ipotesi del referendum popolare. Perché siamo convinti che popolo italiano non vuole legge che omologhi le unioni omosessuali alla famiglia, siamo convinti chela stragrande maggioranza degli italiani non vuole che i bambini suino vilipesi nel diritto di crescere con un papà e una mamma e men che meno non vuole consentire la pratica dell’utero in affitto”.
 
Dove si firma?

“Sul sito del comitato “Difendiamo i nostri i figli” e poi al banchetto in piazza delle Cinque Lune presso il Senato a Roma domani  e mercoledì prossimo. E da settembre saremo in tutte le piazze d’Italia”.
autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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