Marino, De Petris (Sel): “Giunta a mezzo servizio e a dominazione sabauda. Cosa dovrebbe ricordare Ignazio"

28 luglio 2015, Lucia Bigozzi
Marino, De Petris (Sel): “Giunta a mezzo servizio e a dominazione sabauda. Cosa dovrebbe ricordare Ignazio'
“Una giunta a mezzo servizio e a dominazione sabauda. Marino dovrebbe ricordarsi che è stato eletto con un'alleanza e oggi ne fa un'altra. E dovrebbe ricordarsi che siamo stati noi a sostenerlo alle primarie...”. Netto il giudizio di Loredana De Petris, senatrice di Sel e presidente del Gruppo Misto a Palazzo Madama che nella conversazione con Intelligonews commenta la fase 3 di Marino alla guida del Campidoglio e spiega perché Sel ha detto no.

Quattro nuovi assessori, tutti Pd. Marino paga pegno a Renzi?

«La scelta è di Marino e lo dico con molta chiarezza: è lui che ha deciso il rimpasto. Quello che francamente non comprendiamo è il fatto di non avere avuto risposte dal sindaco su cosa si vuole fare per affrontare la situazione di emergenza in cui si trova Roma sul piano del trasporto pubblico, dei servizi sociali, della casa e del decoro urbano. Onestamente non c’è molto se non le enunciazioni che anche oggi il sindaco ha ripetuto in conferenza stampa. Mi pare siano tutte proposte estemporanee. Per questo noi ieri, non avendo avuto risposte concrete circa l’impegno su un patto per Roma, abbiamo assunto le nostre determinazioni. In verità, questo vale anche per il governo perché oggi siamo qui a votare il provvedimento sugli enti locali rispetto al quale è stata posta la fiducia e dentro per il Giubileo di Roma ci sono risorse solo sul versante sanitario relativamente al ticket dei pellegrini ma non c’è altro e non si prevede nulla»

Marino ha declinato le priorità: decoro, buche, trasporto pubblico. Non lo erano due anni fa?

«Beh, anche mia madre poteva dire questo in conferenza stampa … (sorride, ndr). Il punto è che noi da tempo abbiamo chiesto un Patto per Roma e su questo ci sono state risposte evanescenti, per di più con la presentazione di una giunta a mezzo servizio…».

In che senso?

«Nel senso che Esposito è senatore; Causi è deputato. A me che sono stata assessore del Comune di Roma le ore del giorno non bastavano mai. Oltretutto al Senato il Pd ha numeri ballerini quindi mi domando quanta attenzione alla fine possa essere dedicata ai problemi, grandi, di Roma. Vedremo i risultati, non è una critica alle persone ma al metodo che è stato scelto e il banco vero di prova sarà l’assestamento di bilancio, che peraltro ancora non conosciamo. Lo stesso Causi è già stato assessore al bilancio nella giunta Veltroni e non mi sembra che i problemi della città ci siano solo da due anni. Diciamo poi che siamo in una ‘dominazione sabauda’… (sorride, ndr)».

Che intende? 

«Beh… da Genova a Torino. Esposito è piemontese, non so se vuole importare l’Alta Velocità, in realtà ai romani basterebbe una velocità normale; Rossi Doria è napoletano: non entro nel merito delle persone ma sono convinta che non si possano dare incarichi a chi non conosce a fondo la complessità della Capitale. Altro aspetto importante è che qui va conosciuta benissimo la macchina amministrativa: non si può pensare di governare la macchina con un’operazione illuministica calata dall’alto; perché c’è molto bisogno anzitutto di mettere mano alla macchina»

Sel fuori dalla maggioranza, Marino ha detto che il dialogo con voi riprenderà. Ma su quali basi? Lo ritiene possibile?

«Penso che Marino si dovrebbe ricordare che è stato lui ad assumersi questa responsabilità e che era stato eletto sindaco su un’alleanza ben precisa Sel-Pd. Non solo, ma è stato appoggiato da noi alle primarie per Roma e fu proprio Sel a ritirare la candidatura di Luigi Nieri. Ecco, bisognerebbe ricordasse che si è presentato ai romani con un’alleanza e oggi ne fa un’altra, cioè un monocolore Pd. Noi continueremo a lavorare per il bene di Roma sia al Comune che in Parlamento e ricordo che oggi siamo stati solo noi di Sel a presentare il sub-emendamento al dl enti locali sulle risorse per il Giubileo con priorità al trasporto pubblico ed è stato bocciato»

Dica la verità: il fatto che Sel non ha ottenuto la conferma del vicesindaco ha accelerato lo strappo con Marino?

«Guardi, ho letto tante sciocchezze sui giornali. Noi da mesi abbiamo chiesto al sindaco un Patto per Roma su pochi punti: trasporto pubblico, servizi sociali che rischiano di chiudere ad agosto, decoro urbano, casa. Su questo volevamo misurarci ma non abbiamo avuto risposte e su questo abbiamo assunto la nostra decisione. Tra l’altro, ieri nell’incontro con il sindaco non è entrato nel merito degli assetti di governo, ma era chiaro che pensava ad assetti diversi da quelli originari».

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autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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