Niet di Salvini al moderato Parisi: "Non avrà i voti dalla Lega"

28 luglio 2016 ore 12:38, intelligo
Ieri la notizia di una Leopolda stile Renzi a settembre per rilanciare la sfida dei moderati di centrodestra al Pd e al suo governo. Diversi i turbamenti interni a Forza Italia a partire dal fu delfino Toti, che teme che il progetto calato dall'alto possa in qualche modo destabilizzare il territorio portando a nuove crepe ed "espulsioni" in Fi. Per quanto riguarda i partiti all'esterno non va meglio. 

E dopo il niet dell'alleata Giorgia Meloni, arriva un secco no anche da Matteo Salvini. 
"Io Parisi l'ho sostenuto, ma un sindaco deve far funzionale le metropolitane, le strade, sistemare le case popolari. Altra cosa è riproporre un'alleanza, una marmellata, un fritto misto che a livello nazionale a dimostrato di non poter funzionare". Lo ha detto in diretta tv su Radio Padania, l'uomo a cui Silvio Berlusconi ha affidato le chiavi del partito per un progetto di rilancio, finalizzato anche a rianimare l'alleanza di centro destra in vista delle elezioni politiche. "Se qualcuno pensa di coinvolgere me - ha continuato Salvini - o la Lega in un'alleanza con Verdini, Alfano, Cicchitto, Tosi, Passera ecc. ha sbagliato indirizzo. Per me il discrimine della prossima alleanza sarà la politica estera: chi vuole la Merkel, difende a spada tratta l'euro o tifa Hillary Clinton non può stare con la Lega. Se Parisi è un riorganizzatore di Fi va bene ma se qualcuno pensa di farlo digerire alla Lega alleanze indigeste, io non ci sto". 

E poi una stoccatina a Berlusconi, che ha tradito il palco di Bologna per una novità più moderata e meno a destra, rispettando maggiormente la sua natura: "In questo momento non si capisce bene chi comanda in Fi - ha proseguito il segretario della Lega Nord, riferendosi all'investitura che Berlusconi ha dato a Parisi e a quanto seguito possa avere nel partito - aspetto prima di dare un giudizio. Berlusconi è tanto che non lo sento. Il discrimine non è tra liberali e lepenisti, moderati e estremisti ma tra uomini liberi e servi e, i servi, in questo momento, ci sono sia a destra che a sinistra". 

Rimane dunque anti-euro Salvini e ribadisce il suo programma convintaente stile Le Pen: "O l'Italia si libera da Nord a Sud di una moneta sbagliata come è l'euro, o torna a determinare le proprie politiche sul controllo dei confini, dell'agricoltura, della pesca, del turismo, delle banche, delle pensioni ecc. e quindi torna a decidere o io non ci sto". "Se Parisi in qualche modo è il continuatore in Italia dell'asse Merkel-Bce-euro, con noi non avrà nulla a che fare. Io non sono un moderato ma non sono nemmeno inginocchiato o rassegnato - ha concluso Salvini - e preferisco fare una battaglia fianco di chi vuole recuperare sovranità, identità e libertà". 
autore / intelligo
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