Rio 2016, la Russia continua a perdere pezzi e la Isinbayeva piange davanti a Putin

28 luglio 2016 ore 13:22, Luca Lippi
Niente da fare per l’intera atletica, quella che paga per il “sistema-Paese” di doping individuato dagli organismi internazionali
È comprensibile la profonda delusione della Isinbayeva, mai trovata positiva. Con gli occhi arrossati e le lacrime che scendevano sulle guance, davanti a Putin ha usato parole di fuoco: “Fate fremere il mondo con i vostri risultati”, ha detto agli atleti ammessi. “E fate in modo che l’inno russo risuoni in continuazione a Rio”. 
Anche lei ha riconosciuto che la colpa non è solo dei cattivi del Cio e della Federazione di atletica: “Paghiamo per gli errori di atleti meno responsabili, di quelli che hanno infranto le regole. Oggi sopportiamo collettivamente le conseguenze delle loro azioni”. Alla fine, la saltatrice si è rivolta direttamente a Putin: “Crediamo fermamente in lei e le vogliamo molto bene. Grazie per il sostegno. Dobbiamo punire tutti quelli che sono coinvolti in questa storia”.

Rio 2016, la Russia continua a perdere pezzi e la Isinbayeva piange davanti a Putin

Tuttavia, oltre le considerazioni e il rituale, la realtà è che la Russia continua a perdere pezzi, e a poco più di una settimana dall’inizio dei giochi (Rio 2016), sono già oltre un centinaio gli atleti russi esclusi dalla manifestazione, ma il loro numero sembra destinato a crescere con l’avanzare dello scandalo doping, alla fine in Brasile potrebbero andare una quarantina di atleti contro i 387 destinati in origine alla manifestazione.
La voragine sportiva si allarga, la Federazione internazionale di canoa ha annunciato l'esclusione dai Giochi di cinque atleti russi menzionati nel rapporto Wada sul doping di Stato, e tra loro c'è anche Aleksandr Dyachenko, oro nel K2 200 metri quattro anni fa a Londra. Nella lista nera sono finiti pure la campionessa di nuoto Yulia Yefimova, perché positiva ad un test antidoping nel 2013, e altri sei nuotatori. 
Non finisce qui, Tatiana Kashirina, argento a Londra nel sollevamento pesi, la ciclista Olga Zabelinskaia, due volte bronzo olimpico, e il due volte campione del mondo di lotta libera Viktor Lebedev, incappato nelle maglie dell'antidoping dieci anni fa.
Domenica scorsa il Cio ha rimesso alle singole Federazioni la decisione di escludere o meno la Russia dalle gare dei Giochi di loro competenza. Per i russi il Comitato olimpico internazionale starebbe esagerando: innanzitutto i loro test antidoping saranno riesaminati, e poi tutti gli atleti russi che in passato hanno avuto problemi con sostanze proibite dovranno dire addio alle Olimpiadi, anche se hanno già scontato la squalifica. 
Per la Russia di Putin, che fa anche dello sport uno strumento di propaganda, si tratta di una bella batosta. La Russia comunque ai Giochi ci sarà, e il fatto che il Cio abbia deciso di non chiuderle completamente le porte è già una mezza vittoria, anche se pure la Federazione internazionale di canottaggio (Fisa) ha negato i Giochi a 22 atleti russi su 28. 
A guadagnarci è l’Italia, che qualifica altre due imbarcazioni per Rio 2016, l’otto e il doppio PL femminile. Sarà organizzato uno stage per scegliere gli atleti da convocare in fretta e furia. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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