Parisi, Gasparri: "Sì novità ma non ostile a quanti si sono finora impegnati. Non perdere la Lega per Alfano"

28 luglio 2016 ore 17:05, Americo Mascarucci
L'investitura di Stefano Parisi da parte di Silvio Berlusconi con l'incarico di "ricostruire" il fronte dei moderati italiani e rilanciare in primo luogo Forza Italia ha creato forti malumori nel partito azzurro dopo molti non avrebbero digerito la scelta.
Fra i malpancisti ci sarebbero in primo luogo Giovanni Toti e Paolo Romani ma anche gli ex An. E qualcuno parla di Maurizio Gasparri. Lo abbiamo intervistato per capire la sua posizione: "Parisi? Benvenuto se sarà in grado di unificare il centrodestra come a Milano"

Senatore Gasparri, molti la indicano come uno di quelli che avrebbe accolto con molta riluttanza la nomina di Stefano Parisi. E' così?

"Non commento le indiscrezioni giornalistiche. Mi limito a dire che ritengo positivo il fatto che il centrodestra sia passato da una fase di catastrofismo e pessimismo ad una fase di dialettica interna. E' bene che ci siano persone con aspirazioni e ambizioni da leader, più ce ne saranno e meglio sarà per tutti, perché si potrà creare una discussione aperta e costruttiva. Poi a mio giudizio le scelte dovranno essere legate al programma, ai contenuti e soprattutto alla conferma di un centrodestra unito, alternativo a Renzi da ogni punto di vista, politico, economico e anche costituzionale".

Parisi può essere dunque il leader di Forza Italia?

"Allo stato attuale mi pare che Parisi si sia proposto per un ruolo di candidato premier. Per quanto riguarda il partito credo che si debba procedere ad un rinnovamento, rispettoso e non ostile nei confronti di quanti in tutta Italia si sono finora impegnati e hanno lavorato dando un contributo determinante in termini di operatività e di consenso. Che si sia passati da una situazione modello 'Renzi forever' ad una dinamica più competitiva all'interno della quale c'è molta attenzione per ciò che farà il centrodestra credo che sia un segnale estremamente positivo. Poi chi ha sogni di leadership dovrà dimostrare la capacità di costruire consenso intorno ad un centrodestra unito"

Però Salvini ha già bocciato Parisi candidato del centrodestra. Quindi ha già fallito in partenza?

Parisi, Gasparri: 'Sì novità ma non ostile a quanti si sono finora impegnati. Non perdere la Lega per Alfano'
"Non ho letto le dichiarazioni di Salvini. Io do per scontato che Parisi si voglia proporre come leader dell'intero centrodestra quindi anche della Lega. Io sono convinto da sempre che vada individuata una leadership diversa da quella di Salvini che non ritengo competitiva e quindi vincente, ma credo anche che sulla leadership ci si debba confrontare tutti insieme, con le primarie o altri strumenti di confronto per poi vincolarsi tutti ad un leader e ad un programma di governo. Se uno si candida a leader ma poi non è in grado di unire, la sua resta soltanto un'auto-proclamazione" 

Intanto però Salvini dice no e Alfano che sta al Governo con Renzi invece "benedice" Parisi. Questo non è un controsenso?

"Il Nuovo centrodestra deve decidersi, delle due l’una: o rompono con Renzi uscendo dal Governo e schierandosi per il No al referendum oppure debbono cambiare nome, perché non può definirsi di centrodestra chi fa da ruota di scorta alla sinistra. Se l'Ncd vorrà integrarsi come fatto a Milano ben vengano, ma devono superare l'ambiguità, non possono stare con noi e con Renzi contemporaneamente. Per quanto riguarda poi la Lega, Parisi si è candidato sindaco di Milano consapevole di essere anche il candidato del Carroccio e di non poter prescindere dall'appoggio dei leghisti. Perdere Lega e Fratelli d'Italia per imbarcare Alfano e company non sarebbe certamente un'operazione intelligente dal punto di vista politico. Parisi credo ne sia perfettamente cosciente".  


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