Riccardo Muti, 75 anni da verdiano doc: "Non oltraggiamo i maestri"

28 luglio 2016 ore 22:32, Adriano Scianca
Nato a Napoli il 28 luglio 1941, Riccardo Muti ha appena festeggiato i suoi 75 anni. Da buon “malato” di musica, una vocazione più che una professione, ha festeggiato insieme ai suoi studenti dell'Italian Opera Academy, la bottega ravennate in cui nascono antanti, maestri collaboratori e direttori d'orchestra. A questa particolarissima scuola partecipano quattro direttori, altrettanti pianisti e dieci cantanti. Tema delle lezioni di qiesti giorni, la Traviata di Verdi (nel 2015 la serie di Master Class fu dedicata al "Falstaff"). Partita il 23 luglio e prevista fino al 5 agosto, l'iniziativa è aperta al pubblico: ogni spettatore interessato alla fucina del grande repertorio lirico può assistervi. 

Riccardo Muti, 75 anni da verdiano doc: 'Non oltraggiamo i maestri'
Si lavora dal mattino al tramonto, ma così dev'essere: "Considerate questo tanto lavoro? A parte il fatto che poi, a casa, vado avanti a studiare, quindi la giornata non finisce lì. Ma è così che si dovrebbe lavorare nei teatri. Quando ero alla Scala dedicavamo un mese alle prove col pianoforte. Solo così si costruisce un'opera. Tanti cantanti si lamentano che le prove sono quasi sparite. I divi, ma sottolineo non con me, si presentano solo alle prove generali". L'Accademia, spiega, “nasce dal desiderio di dare quanto ho ricevuto dai sommi maestri della scuola italiana. Ho appreso i fondamenti del mio lavoro da Antonino Votto, il quale, a sua volta, aveva studiato con Arturo Toscanini". 

L'obbiettivo della sua accademia è anche quello di riportare al livello che gli compete il melodramma italiano: "Fin da I masnadieri, che diressi a Firenze nel 1969, mi sono reso conto come le esecuzioni verdiane più diffuse contengano brani tagliati, trasposizioni della tonalità arbitrarie per i cantanti, modifiche del testo e dei dettami prescritti dall'autore. Considero un oltraggio mettere mano alle opere dei geni musicali. Verdi se ne lamentò in una lettera a Ricordi: c'è solo un creatore, ed é il compositore, scrisse. Non permetto ad altri di alterare ciò che ho composto".
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