Sangue e sesso, follia omicida. Fabiana, l’ultima vittima della mattanza

28 maggio 2013 ore 13:30, intelligo
Sangue e sesso, follia omicida. Fabiana, l’ultima vittima della mattanza
di Micaela Del Monte. Una lunga scia di sangue e di violenza. Ancora sulle donne. Ancora su giovani donne. Uccise, martoriate da uomini, nella maggiorparte fidanzati. Gelosi o rifiutati, reagiscono con ira e follia, accecati dalla rabbia sembrano senza coscienza. Quattro omicidi in venti giorni. Quattro vite spezzate dall’irrazionalità e la furia di chi non ha la forza di fermarsi a pensare, di risolvere problemi interiori che magari arrivano da lontano oppure si manifestano nella quotidianità e ai quali l’unica ‘risposta’ che si ritiene risolutiva è una mano che uccide. E’ impressionante la cronaca di questi giorni: un bollettino di guerra. Sangue e dolore. Quattro ragazze uccise ed abbandonate come se la loro vita non contasse nulla e la loro morte fosse una “pena” da scontare, il prezzo da pagare . Eccola la cronaca, nuda e cruda: Ilaria, 19 anni, strangolata e stuprata da un senegalese; Alessandra, 30 anni, accoltellata dall’ex fidanzato geloso; una studentessa di vent'anni massacrata di botte dal fidanzato perché ha rifiutato di fare l’amore con lui. E poi c’è Fabiana: 16 anni, accoltellata e data alle fiamme prima ancora che perdesse i sensi. Era ancora viva quando è stata cosparsa di benzina e malgrado quelle venti coltellate che le hanno devastato il corpo, ha tentato di salvarsi. Il “fidanzato”, 17 anni, ha confessato: ero geloso. Reazioni prive di qualsiasi inibizione, riflessione, ragionamento; pensieri a volte macabri che non dovrebbero sfiorare giovani di 16, 19 o 21 anni, reazioni per lo più dettate dall’incapacità di affrontare le problematiche che la vita ti sottopone ogni giorno.  Ma perché? Cosa passa nella testa di questi giovani ragazzi che decidono di accoltellare, soffocare, stuprare, picchiare e dare fuoco a giovani donne, magari per un rifiuto, per un sms interpretato male, per uno sguardo decrittato quasi come un tradimento? Cosa li spinge a uccidere, a devastare una famiglia e a ipotecare il loro stesso futuro? Il femminicidio sta diventando un problema di cui tutti ci dobbiamo fare carico. Politica, istituzioni, scuola, società, nessuno escluso. Basta con la retorica, coi funerali e le bare bianche ricoperte di fiori. Serve una presa di coscienza profonda. E servono i fatti.
autore / intelligo
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