Le larghe intese ‘salvano’ Pd e Pdl. Al Nord la Lega si slega. Barletta: l’ex portavoce di Napolitano trascina i dem

28 maggio 2013 ore 15:25, Domenico Naso
Le larghe intese ‘salvano’ Pd e Pdl. Al Nord la Lega si slega. Barletta: l’ex portavoce di Napolitano trascina i dem
Da Nord a Sud, da Brescia a Barletta, Partito democratico e Popolo della Libertà iniziano a tracciare i primi bilanci di questa tornata amministrativa. Dopo la nascita del governo delle larghe intese, il primo test elettorale avrebbe potuto dare un colpo pesante a Letta, ma tutto sommato Pd e Pdl tengono, approfittando soprattutto del crollo del Movimento 5 Stelle. Le cose sono andate molto peggio per la Lega Nord di Maroni.
A Brescia, Emilio Del Bono (centrosinistra) e Adriano Paroli (centrodestra) sono separati solo dallo 0,6%, con il Pd che ha ottenuto il 27,38% dei voti, il Pdl il 14,4 e la Lega Nord l’8,66. Rispetto alle politiche di febbraio, complici anche le liste civiche, tutti e tre i partiti perdono consensi: -3% per Pd e Pdl, -3,9 per la Lega. A Treviso, feudo leghista e dove lo sceriffo Gentilini si candidava a riconquistare la carica di primo cittadino, il centrodestra è costretto a inseguire. Manildo, candidato del centrosinistra, ha raccolto il 42,53% contro il 34,82 dello stesso Gentilini. Anche qui, calo rispetto alle politiche, con il Pd che perde 2 punti, il Pdl addirittura 10. Ma nel centrodestra va considerata la variabile lista civica Gentilini Sindaco, che da sola ha raccolto il 20,38%. Rispetto a 5 anni fa, però, il centrodestra perde addirittura il 17%, con la Lega più che dimezzata: 8,26% domenica, 15,39% nel 2008. Sempre in Veneto, ma a Vicenza, il centrosinistra conferma il sindaco Variati al primo turno con il 53,47% (Pd 28,54%), contro un esponente di primo piano della Lega Nord come Manuela Dal Lago, ferma al 27,38% (Pdl 10,5, Lega 4,9, Civica 11,7). Il Partito Democratico cresce di 3 punti rispetto alle politiche, mentre il Pdl ne perde 5 e la Lega 3,5. Due appuntamenti importanti, soprattutto per il centrosinistra, erano quelli di Siena e Barletta. Nella città toscana il Pd doveva fare i conti con lo scandalo Monte dei Paschi e qualcuno temeva la sconfitta clamorosa per una città rossa da sempre. Nonostante il crollo evidente (-22,6% rispetto a cinque anni fa), il candidato del centrosinistra Valentini è in testa con il 39,54% dei consensi, seguito dal pidiellino Neri con il 23,37%. Rispetto alle politiche, il Pd perde 9 punti percentuali, mentre il confronto è più arduo per il Pdl, che alle comunali ha presentato liste civiche. A Barletta, il centrosinistra giocava un nome di peso, quello di Pasquale Cascella, ex capo ufficio stampa di Giorgio Napolitano al Quirinale. L’effetto Cascella si è fatto sentire, con la coalizione guidata dal Pd in testa con il 43,68%, che tiene a distanza il candidato del centrodestra Alfarano (26,88%). Il Pd cresce di 3 punti rispetto alle politiche, mentre il Pdl ne perde addirittura 16 (ma Alfararno ha messo in campo molte liste civiche, quindi il confronto è evidentemente falsato). Si riparte da questi dati, in attesa del ballottaggio. Nonostante alcuni cali clamorosi, Pd e Pdl non sono crollati e il governissimo di Enrico Letta può tirare un lungo sospiro di sollievo. In affanno la Lega maroniana, con cali evidenti sia in Lombardia che in Veneto (dove sembra ancora pesare la lotta intestina tra Zaia e Tosi).
autore / Domenico Naso
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