Adinolfi: “'Voglio la mamma' censurato come nei regimi totalitari. Ecco come massacrano la libertà”

28 maggio 2014 ore 12:00, intelligo
di Marco Guerra

Adinolfi: “'Voglio la mamma' censurato come nei regimi totalitari. Ecco come massacrano la libertà”
Dopo le contestazioni all’Università  Roma Tre, Facebook rimuove un capitolo del libro di Mario Adinolfi intitolato ‘Contro i matrimoni omosessuali’.

Contestazioni agli eventi pubblici, censure delle esternazioni del pensiero privato e marginalizzazione nel mondo professionale e intellettuale. Tutto questo non avviene nella Corea del Nord o nella Repubblica Popolare Cinese, ma nell’Italia delle garanzie costituzionali democratiche.

Nella fattispecie è quello che sta subendo il giornalista ed ex parlamentare fra i fondatori del Pd, Mario Adinolfi, reo di essere l’autore di  ‘Voglio la mamma, da sinistra contro i falsi miti di progresso’. Il libro che offre un ragionamento da posizioni progressiste contro alcuni dogmi del politicamente corretto come matrimonio omosessuale, omogenitorialità, uteri in affitto e tanti altri temi etici controversi del nostro tempo.

Fra gli episodi di intolleranza e censura più eclatanti avvenuti negli ultimi giorni la contestazione dei collettivi all’Università Roma Tre durante un convegno pubblico sull’omofobia a cui partecipava Adinolfi e la censura di Facebook nei confronti di un capitolo di Voglio La Mamma pubblicato sul profilo personale dell’autore. Per sapere come sono andate le cose, IntelligoNews ha raggiunto telefonicamente Mario Adinolfi.

Adinolfi sembra che il tuo libro stia surriscaldando gli animi dei censori…

«Nel giro di 24 ore c’è stato un uno-due, soggetto privato-soggetto pubblico, terrificante. Prima mi è stato privato il diritto di parlare in un’università, che dovrebbe essere il luogo per eccellenza della libertà di pensiero; poi sono stato colpito nel privato, sul mio profilo Facebook, dove è stato rimosso il capitolo del libro intitolato ‘Contro il matrimonio omosessuale’. Tutto ciò dimostra che certe tematiche non vanno affrontate nel modo più assoluto».

Nei video della contestazioni diffusi in rete si vedono i professori che però difendono il suo diritto ed esprimerti.

«Si è vero mi hanno difeso, ma quello che è successo è la dimostrazione plastica di cosa potrebbe avvenire una volta approvata la liberticida legge Scalfarotto. Invece di palesarsi degli studenti potrebbero venire a prelevarmi le forze dell’ordine, magari chiamate da un magistrato solerte che vuole farsi pubblicità sulle prime pagine dei giornali. Tuttavia credo che i poliziotti si dimostrerebbero più  ragionevoli di tanti studenti. Come affermava Pasolini, sto dalla parte della polizia, sono loro i veri figli del popolo, non gli studentelli invasati con le facce da figli di papa».

Non meno grave quello che è successo sul social network più diffuso al mondo…

«Questa censura di libertà di pensiero ricorda forme di repressione dei regimi più autoritari dove si bruciavano libri e venivano marginati gli intellettuali. Questa è democrazia? È veramente libera una società dove c’è chi decide chi può parlare e cosa può dire? Per chi non si allinea al pensiero unico c’è il cordone sanitario dei censori del politicamente corretto. Per quanto riguarda Facebook la vicenda assume aspetti paradossali: sui alcuni profili appaiono ogni  giorno bestemmie, insulti alla religione, parolacce, minacce di ogni genere...e non succede nulla;  allo stesso tempo qualcuno si prende invece  la briga di rimuovere un capitolo di un libro che, con dati e cifre, espone le criticità dei matrimoni fra persone delle stesso sesso».

Almeno in questi giorni si consola con il trionfo di Renzi. Lei lo ha appoggiato dalla prima ora…

 «Come lui nessuno mai, lo hanno eletto imperatore. Gli hanno dato un mandato importantissimo, io spero che tenga fede alla sua capacità di essere retto, anche sul terreno dei temi affrontati in ‘Voglio la mamma’ . La difesa del soggetto più debole – ovvero l’affermazione del diritto del bambino indifeso ad esistere e del diritto che questi possa avere una madre e un padre - dovrebbe essere il presupposto di una sinistra che affronta i temi eticamente sensibili».

 
autore / intelligo
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