Vertice Fi: ecco cosa dirà oggi Berlusconi …

28 maggio 2014 ore 11:52, intelligo
Vertice Fi: ecco cosa dirà oggi Berlusconi …
È il giorno dell’analisi del voto e del chiarimento interno per Forza Italia. Un redde rationem che non è ancora chiaro se si trasformerà in uno sfogatoio oppure in una vellutata analisi dei flussi elettorali.
Chi conosce le dinamiche del partito fondato da Silvio Berlusconi sa bene che spesso le guerre annunciate si stemperano alla presenza del leader. Ma certo, questa volta, sarà difficile chiudere gli occhi di fronte a un risultato che non può soddisfare i maggiorenti del partito. L’Ufficio di Presidenza andrà in scena alle 14 e 30 nella sede di Piazza San Lorenzo in Lucina (e non nel consueto parlamentino di Palazzo Grazioli). Denis Verdini e Altero Matteoli, ma anche lo stesso Berlusconi, ieri hanno lavorato per stemperare i toni e strappare una sorta di tregua armata. La temperatura interna, però, resta infuocata con Raffaele Fitto che rivendica le sue oltre 280mila preferenze e i dirigenti del Nord che replicano che in proporzione il risultato di Toti è più “pesante” perché al Sud le preferenze vengono vissute come qualcosa di automatico, al contrario di quanto avviene al Settentrione. Berlusconi aprirà la riunione con la sua relazione e la sua analisi del voto e chiederà di non far saltare il banco, di tenere insieme tutto e non aprire il fronte interno, continuando a perseguire la via del rinnovamento. Il leader di Forza Italia non resterà sordo, però, di fronte alle istanze di Fitto probabilmente dando il via a una stagione congressuale, prima con le assise locali, poi nel 2015 con il congresso nazionale, iniziando a programmare anche le primarie di coalizione. Primarie che vengono viste come lo strumento inevitabile con cui ricucire la tela strappata del centrodestra, ricomponendo la frattura tra Forza Italia, Nuovo Centrodestra, Fratelli d'Italia, La Destra e la Lega. Primarie - è il ragionamento di Berlusconi - che servirebbero a individuare il candidato premier dello schieramento, mentre la leadership naturale resterebbe sempre in capo all'ex premier. Bisognerà anche capire quali referendum della Lega firmare e come organizzarsi per portare un sostegno concreto a una campagna di raccolta delle firme che, negli auspici e nei suggerimenti avanzati da Matteo Salvini, potrebbe rappresentare la prima risposta concreta alla sconfitta elettorale.
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