Rizzo (Pc): "La costituente di Ferrero è vecchia: noi siamo comunisti, Tsipras no"

28 maggio 2014 ore 12:14, Adriano Scianca
Rizzo (Pc): 'La costituente di Ferrero è vecchia: noi siamo comunisti, Tsipras no'
“Occorre avviare un percorso partecipato facendo una specie di social forum della sinistra, una fase costituente”, spiegava ieri a IntelligoNews Paolo Ferrero. Un appello aperto a tutte le anime della sinistra ma che il segretario del Partito comunista, Marco Rizzo, respinge seccamente al mittente: “Formule di un passato che ha prodotto solo disastri: noi siamo comunisti, Tsipras no”. Rizzo, che ne pensa del nuovo “social forum della sinitra” proposto da Ferrero? «È un appello frusto. “Social forum”, poi... Si tratta di formule di un passato che ha prodotto solo disastri». Proposta rispedita al mittente, quindi? «Guardi, noi stiamo lavorando per costruire un Partito comunista con una identità ideologica ben precisa. Per me le differenze non sono una ricchezza ma solo un gran casino». Con la lista Tsipras nulla a che spartire, insomma... «È una lista che non è chiara su troppi temi. Sull'Unione europea, per esempio. O sull'avanzata del fascismo in Ucraina. I tre eletti, del resto, sono tre personaggi che sono tutto fuorché comunisti: una firma di Repubblica, un dirigente di Sel, una femminista sostenitrice delle Pussy Riot. Gente che non c'entra nulla con noi». Resta il fatto che fra firme da raccogliere e sbarramenti sempre più alti, la vita per i piccoli partiti si fa dura... «Vede, l'obbiettivo dei comunisti non è entrare in Parlamento. È costruire il socialismo. Biogna ovviamente relazionarsi con le istituzioni, ma non è quello l'unico obbiettivo. Del resto la politica sta cambiando, ha ormai una capacità di incidere sulla realtà quasi pari a zero. Perché uno dovrebbe dannarsi per entrare in un Parlamento che non conta nulla? Renzi ha preso il 40% e fa quello che gli dicono,non decide nulla, figuriamoci. E se prova a sgarrare fa la fine di Berlusconi». In che senso? «Non crederà mica che Berlusconi sia caduto per la storia delle ballerine? È evidente che aveva rotto alcuni equilibri sulla questione energetica». Mi passi la battuta: mi sta forse dicendo che sulle questioni energetiche e geopolitiche Berlusconi è stato più “di sinistra” di Renzi? «Ma no, lui ha giocato sicuramente una partita tutta sua, avrà avuto suoi interessi privati, ma è un fatto che abbia diversificato gli approvvigionamenti: gas dalla Russia, petrolio da Gheddafi etc. rompendo il rapporto obbligato con gli Usa. Solo un ingenuo può pensare che sia caduto per altri motivi». Torniamo a Renzi: non deciderà nulla, ma quel 40% resta un dato politico di cui tener conto... «È un dato straordinario, ma va relativizzato. Lui ha preso 11 milioni di voti su 50 milioni di italiani che hanno diritto a votare. Lo ha scelto uno su cinque, senza contare i minori di 18 anni. Ormai metà degli italiani a votare non ci va più. Questo mi sembra un dato ben più eloquente...».        
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