Sardone (Fi): " Basta col partito degli aperitivi. Noi in campo per le primarie"

28 maggio 2014 ore 12:31, Marta Moriconi
Sardone (Fi): ' Basta col partito degli aperitivi. Noi in campo per le primarie'
“L’onda rivoluzionaria parte da Milano” avevamo scritto ieri parlando dei barricaderi forzisti che hanno chiesto le primarie per decidere subito un nuovo segretario. A guidare i movimentisti di Forza Italia, come si definiscono, Silvia Sardone, membro della segreteria regionale di Fi in Lombardia e loro leader. Con IntelligoNews, dopo un’analisi del voto europeo, ha parlato della sua rosa di candidati e ha espresso una sua curiosità: “Mi piacerebbe molto sentir parlare Marina di politica”. Sardone, partiamo da una sua considerazione sui risultati elettorali di queste ultime elezioni. Il centrodestra frammentato non vince. «Voglio essere onesta. A differenza di quelli che dicono che non abbiamo perso, secondo me siamo andati molto male tutti. Il Nuovo CentroDestra? Con le loro forze in campo il risultato non è giustificabile, per Forza Italia beh, sapete la storia. Poi abbiamo fatto una campagna elettorale in cui Grillo era al centro dei discorsi, non c’è stata tutta quest’opposizione al governo e Renzi è stato presentato come un bravo ragazzo, per non parlare che nelle piazze non ci siamo più, siamo diventati il partito degli aperitivi e dei convegni. Noi invece vorremmo discutere delle linee programmatiche, aprire un dialogo e soprattutto un confronto. Berlusconi deve rimanere come leader e padre nobile, presidente del partito, ma va scelto un segretario nazionale». Il centrodestra deve ripartire da un’alleanza con Berlusconi, ma deve guardare oltre? «Io non lo escludo affatto dalle primarie in quanto lui rimane, senza se e senza ma, il vero leader del centrodestra e il presidente. Ma vorrei che per la segretaria corressero Fitto e Toti, perché sono stati i due che sono emersi dalle elezioni e Marina Berlusconi perché mi piacerebbe che si confrontasse se vuole correre e, poichè non l’ho mai sentita parlare di contenuti di partito, mi incuriosirebbe molto. Anche la Gelmini si è fatta una bella gavetta è cresciuta e così anche la Carfagna. Cattaneo poi è in gamba. Insomma sentiamo le loro idee e poi decidiamo». I giovani che ruolo potrebbero avere? «Beh, Fitto, Cattaneo e Gelmini mi sembrano abbastanza giovani no? E con le primarie avrebbero la possibilità di presentarsi e presentare il loro progetto per il partito. Vedremo così che ruolo avranno». Una riunificazione tra Ncd e Forza Italia è ancora possibile? E soprattutto, crede che vada fatta al più presto? «A me è dispiaciuto molto quanto successo, perché mi è sembrato più ancorato all’attaccamento alla poltrona che agli ideali. Potremmo tornare insieme perché nasciamo tutti dalla stessa realtà… e la stessa cosa dovremmo farla con la Lega Nord. C’era una volta la Casa delle Libertà che aveva all’interno diverse identità unite dal programma elettorale. Ecco, i contenuti devono unire i partiti perché quando ci si unisce per avere più percentuali elettorali la somma è sempre inferiore alle aspettative». A chi dice che il “nuovo” sarebbe la “vecchia” Casa delle Libertà e critica quest’idea, cosa risponde? «Le coalizioni ci sono ovunque, quanto al nome possiamo anche cambiarlo. Vedo difficile unire sotto lo stesso partito Lega e Ncd, ritengo molto più semplice unirli sotto un unico progetto elettorale». Sulle primarie di coalizione cosa dice? «Io vorrei prima quelle del mio partito. Sono quelle che ho chiesto ieri, ma ho lanciato quadri e mi hanno risposto fiori. A livello locale milanese è diventato un “oggi no, ma tra un anno è possibile” e la mia richiesta si è trasformata nelle primarie per il sindaco di Milano. Io chiedo quelle di partito per il segretario! Addirittura alla fine anche Salvini si è espresso dicendo di voler partecipare!». Forse la strada è ripartire dal territorio? «Io sono nata sul territorio anche con iniziative ironiche. Ci siamo inventati un nome “i movimentisti”. E la nostra chiave è proprio quella di recuperare anche in chiave ironica un contatto con la gente che di fatto porta ad una discussione su temi importanti». Magari movimentismo è anche superare un nome di partito, Forza Italia, che appartiene al passato? «Il nome non interessa particolarmente. Io nasco con Forza Italia e come nome mi piace, evitiamo di fare come la sinistra che cambiava nome e leader ogni anno. Abbiamo un’identità, teniamo quella, poi bisogna discutere su chi è più bravo di chi». Che ruolo devono avere le donne nel nuovo centrodestra (che non è quello di Alfano) che sarà? Renzi ha dato una svolta rosa. «Da un lato non voglio nascondermi dietro un dito,  in tutti i partiti c’è più una presenza maschile che femminile. E poi, va ammesso, ci sono anche alcuni casi di maschilismo che devono essere superati. La verità è che le donne si fanno il “mazzo” doppio. Ho 31 anni e due bambini, la sera faccio politica e ho loro che vorrebbero giocare. Certo, sia chiaro, non voglio essere valorizzata come “panda”».
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