Rom pirati, Prestipino (Pd): "Leggi speciali subito. Anche Veltroni sbagliò, ma Salvini copia Alemanno"

28 maggio 2015, Andrea De Angelis
L'incidente a Primavalle di ieri sera riaccende la polemica sull'omicidio stradale, ma anche sui campi rom in Italia, con particolare riferimento alla capitale. IntelligoNews ne ha parlato con Patrizia Prestipino, membro della direzione nazionale del Pd, già Presidente di un Municipio romano...

Rom pirati, Prestipino (Pd): 'Leggi speciali subito. Anche Veltroni sbagliò, ma Salvini copia Alemanno'
Ci risiamo: Salvini chiede l'intervento delle ruspe, Meloni parla di buonismo complice. 

«Non mi meraviglia il fatto che Meloni e Salvini inzuppino il biscotto, ma il problema deve essere affrontato in modo non demagogico. Non bisogna cioè farci sopra la campagna elettorale, visto che siamo a tre giorni dal voto ed è semplice lanciare facili appelli di natura emotiva».

Quanto accaduto ieri a Primavalle è particolarmente grave. 

«Il fatto ha turbato anche me che ho sempre avuto un grado di tolleranza molto elevato, sia da Presidente di Municipio che da assessore. L'argomento però non va preso sotto gamba, anzi bisogna ricordare che in Parlamento c'è un disegno di legge sull'omicidio stradale. Attenzione però: al di là che al volante ci sia un bianco, un nero o un rosso, chi guida a quella velocità deve essere punito a prescindere».

Il problema dell'integrazione però si pone. 

«Se alla guida c'era un italiano la colpa era meno grave? Distinguiamo il piano. Ricordate lo stupro di quella ragazza a due giorni dal voto a Roma, con Alemanno che prevalse su Rutelli? Il paragone è naturale: quando succedono queste cose in piena campagna elettorale assumono un profilo per certi versi irrazionale, perché poi c'è la competizione a chi la spara più grossa. La questione invece deve essere affrontata 365 giorni all'anno». 

Iniziamo. 

«Il primo punto è punire a prescindere dalla propria appartenenza perché quando ho saputo che erano dei rom ho subito immaginato questo clamore. Se fosse stato un italiano o un romano alla guida non sarebbe successo tutto questo. Quante volte sono stati uccisi ciclisti, pedoni in Italia da italiani?». 

Il punto è dunque approvare la legge?

«Io ho firmato per l'omicidio stradale, ma non è una legge semplice. Immaginate chi si trova improvvisamente in strada un bambino che si è allontanato dal genitore distratto: bisogna stare attenti. Altrimenti si finisce tanti anni in galera senza colpe». 

I campi rom in Italia sono un problema o no? Al di là delle ideologie. 

«O si comincia un censimento forte, come si sta facendo in questi mesi, in tutti i campi rom, sequestrando i beni rubati. Il problema è che possiamo pure sequestrare tutte le macchine, poi ne rubano una il giorno dopo e guidano senza patente. Il problema è anche di coscienza». 

C'è anche l'arresto. 

«Andrebbe fatto un processo per direttissima, ma senza la legge sull'omicidio stradale che accusa si può fare?».

Non basterebbe guardare agli altri Paesi d'Europa, a come si è affrontata la questione dei campi rom?

«Sono stata Presidente del Municipio dove c'è il più grande campo rom di Roma, ovvero Castel Romano. Fu una scelta di Veltroni che smantellò il campo in zona Marconi e portò varie etnie, dai sinti ai macedoni, tutte lì. Vi assicuro che fu una tragedia perché tra di loro le diverse etnie, per motivi culturali e religiose, si facevano la guerra. Io venivo chiamata due volte al mese per continui accoltellamenti all'interno del campo. La scelta di un campo grande, se non controllato, può far succedere di tutto».

La scelta opposta?

«I micro campi non vanno neanche bene, perché a Roma dai tempi di Rutelli ci sono i famosi campi sosta legalizzati, da via Salone all'ex campo di Tor de Cenci, poi smantellato. Quelli andrebbero controllati come un quartiere di Roma, con presidi sanitari, sociali, delle Forze dell'Ordine». 

Invece?

«Non ci sono i mezzi per controllare i cittadini romani...».

Mancano i soldi?

«Certo, ma anche quando c'erano i soldi, in un'epoca più felici, ai tempi di Rutelli...».

Manca la volontà?

«Esatto. C'era all'inizio un po' di controllo, ma poi come tutte le cose in Italia ci si sbraca. Il presidio della Usl è importante, si curano e si prevengono le malattie infettive, non è neanche giusto che si diffondano meningite e scabbia nei campi rom, perché poi i bambini vanno a scuola e con i nostri. Vanno controllati anche socialmente e poi dal punto di vista della sicurezza».

E la ruspa lasciamola a Salvini.

«Le leggi sull'immigrazione non ci consentono di sbattere fuori chi viola la legge».

Si spieghi meglio. 

«Se a mio figlio attaccano i pidocchi, gli faccio lo shampoo e finisce lì. Il problema è se i bambini vanno in strada a fare l'elemosina invece che a scuola, se sono integrabili e integrati perché se falliamo da un punto di vista sociale e sanitario l'integrazione salta. Ci troveremo dei piccoli delinquenti che rubano le macchine e investono le persone». 

Una soluzione bisognerà pur trovarla. 

«Leggi speciali. Questi bambini non sono immigrati, sono romani. Quando nascono a Roma sono nostri cittadini, è questo il problema fondamentale. Sono stanziali, non più nomadi. Quando si hanno nuclei così poco controllati è normale che ci sia delinquenza. Niente ruspe, ma più controlli con leggi speciali su questi campi. Leggi che permettono di recuperarli socialmente se possibile, altrimenti di cacciarli. Leggi speciali sui campi rom, che non vuol dire trasformarli in lager, ma controllarli in maniera serrata».


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