Rom pirati, Fedriga (LN): “E' allarme razzismo contro gli italiani. Marino non è stato l'unico tollerante"

28 maggio 2015, Lucia Bigozzi
Rom pirati, Fedriga (LN): “E' allarme razzismo contro gli italiani. Marino non è stato l'unico tollerante'
“A Roma c’è una situazione allarmante che chiama in causa la responsabilità di chi finora ha chiuso entrambi gli occhi consentendo l’illegalità. Tolleranza zero, basta buonismi”. Ci va giù duro Massimiliano Fedriga, capogruppo della Lega a Montecitorio di fronte a una donna uccisa e otto feriti dall’auto impazzita con tre rom a bordo. Nella conversazione con Intelligonews spiega bene il concetto di “ruspa” evocato da Salvini, al netto degli slogan elettorali. E ha un messaggio per il sindaco Marino...

Cosa sta succedendo a Roma?

«E’ morta una persona, altre otto sono rimaste ferite per via di rom che fanno quello che vogliono, nell’illegalità più assoluta. E chi deve controllare non lo fa. Ho letto che il proprietario della macchina che è piombata sulle persone ne aveva intestate altre 24, e mi domando come sia possibile, perché nessuno se n’è accorto prima ed è intervenuto. L’ennesimo dramma a Roma dimostra una volta di più come nella Capitale ci siano aree di totale illegalità dove nessuno interviene e dove tutto è permesso»

Secondo lei di chi sono le responsabilità?

«Di chi tollera in nome del solito buonismo peloso, da salotti radical chic. Le responsabilità sono di chi non fa i controlli e consente ai rom di stare in campi abusivi e di fare ciò che vogliono in violazione di ogni regola e di ogni legge. Ci sono responsabilità indirette in quello che è accaduto e chiamano in causa tutti coloro che finora hanno chiuso gli occhi perché, di fatto, così si alimenta la criminalità»

Salvini ha appena rispolverato la ruspa. Dica la verità: ma che idea è? E’ uno spot da campagna elettorale?

«No e le spiego perché. Se diciamo che bisogna abbattere una casa costruita abusivamente da un italiano, tutti i protagonisti dei salotti buoni, i cosiddetti ben pensanti ci considerano eroi della legalità e della salvaguardia ambientale. Se diciamo che bisogna abbattere i campi rom illegali e abusivi siamo dei pericolosi razzisti e xenofobi. Francamente non capisco perché»

Al sindaco Marino cosa vorrebbe dire? 

«Dico che non si possono tollerare come lui ha fatto, situazioni così drammatiche. E a Roma ce ne sono tantissime. Certo, Marino non è stato l’unico e, per correttezza, va ricordato che altri prima di lui hanno tenuto un atteggiamento buonista che non ha prodotto niente. Non si può pensare di risolvere tutto chiudendo un occhio, anzi due: a Roma la situazione è allarmante e se viene consentito il proliferare di insediamenti abusivi con persone che fanno ciò che vogliono impunemente, il risultato agli occhi dei cittadini è che si alimenta l’illegalità»

Lei ha parlato di buonismo: chi evoca un atteggiamento ideologicamente solidale secondo lei è, in un certo senso, complice di quanto accade?

«Non solo è complice ma è parte di un ragionamento illogico e anche razzista verso i cittadini italiani. Mi domando perché una persona normale debba pagare l’affitto di casa, un mutuo per comprarla o mettersi nelle graduatorie degli alloggi popolari e poi c’è chi dice: i rom dove li mettiamo? Beh, diamogli una casa nella migliore delle ipotesi, oppure facciamo stare in un campo abusivo. Ma che ragionamento è? Noi dobbiamo rispetto a tutte le persone ma pretendiamo altrettanto rispetto nei nostri confronti e la prima forma di rispetto sono le regole. Non si capisce perché qualcuno ha sempre una via privilegiata nonostante non mandi i figli a scuola, non rispetti le regole, magari spacci droga o tiri su catapecchie abusive. E’ questa la premialità dello Stato? Noi diciamo molto chiaramente che a chi non manda i bambini a scuola va tolta la patria potestà, chi spaccia va arrestato e chi costruisce accampamenti abusivi va fermato, denunciato e gli alloggi devono essere abbattuti. Della serie: chi viola le regole deve risponderne. E questo deve valere per tutti, italiani, rom e stranieri»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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