Rom pirati, Simone Di Stefano rivela: "I minori di quel campo li conosciamo bene..."

28 maggio 2015, Marco Guerra
Censimento di tutti i rom, espulsione immediata dei nomadi stranieri e percorsi forzati di inserimento nella società civile per quelli italiani. All’indomani dell’incidente al quartiere Battistini, Simone Di Stefano, candidato di Sovranità alla presidenza dell'Umbria e vice-presidente di Casa Pound, parlando con IntelligoNews chiede un giro di vite sul fenomeno dell’illegalità diffusa nei campi rom. Ricorda inoltre che Casa Pound protestò proprio contro il  campo da cui proverrebbero gli autori della fuga a tutta velocità e del incidente costato la vita ad una 44enne filippina...

Rom pirati, Simone Di Stefano rivela: 'I minori di quel campo li conosciamo bene...'
Che idea si è fatto dei drammatici avvenimenti di ieri sera al quartiere Battistini di Roma?

“Guarda caso la ragazza catturata dalla polizia dopo l’inseguimento proviene proprio dal campo rom di Torrevecchia che fu oggetto delle nostre proteste avvenute davanti alle scuole che volevamo  proteggere dagli assalti dei ragazzini nomadi”.

Può ricordarci meglio quegli avvenimenti?

“Nel novembre scorso, alcuni rappresentati del Blocco Studentesco, organo studentesco di CasaPound, organizzarono un sit-in davanti ai cancelli di alcuni istituiti scolatici della zona, che erano stati ripetutamente presi di mira dal lancio di sassi e da atti di vandalismo condotti da ragazzi appartenenti al campo rom di via Cesare Lumbroso, lo stesso insediamento da cui proviene la 17enne arrestata e da cui, molto probabilmente, proverranno anche i due soggetti in fuga”.

Se non sbaglio all’epoca siete stati accusati di aver impedito ai bambini rom l'accesso a scuola...

“Si, naturalmente non è vero, ma è significativo il fatto che quelle accuse furono mosse da alcune cooperative e altre realtà coinvolte nella gestione del campo rom. Soggetti che pochi mesi dopo sono stati coinvolti nello scandalo di Roma Capitale”.

Quindi ora vuole togliersi qualche sassolino dalle scarpe? Della serie noi ve l’avevamo detto...

“Dico solo che non so cosa altro debba succedere prima che si prenda una decisione drastica sui campi rom. Non è più tollerabile che esistano dei luoghi in cui la legalità sia completamente sospesa, dove sia consentito a delle persone assistite dallo Stato di passare le giornate facendo piccoli furti, scorrazzando in giro con la macchina e facendo atti di teppismo nelle aree circostanti. Posti dove i minori sono fuori da qualsiasi percorso scolastico e di formazione e dove i bambini più piccoli vengono lasciati incustoditi a giocare tra i liquami”.

La situazione all’interno dei campi è abbastanza nota a tutti. Finora a latitare sono state le soluzioni. Lei cosa propone?

“Dobbiamo impedire che queste persone continuino a condurre questa vita. In primis ci vuole un censimento molto rigido per capire se si tratta di cittadini italiani o stranieri, per sapere di cosa vivono e se mandano i figli a scuola o li buttano in giro a mendicare. Gli stranieri che non rispettano le nostre leggi vanno subito rimandati nei loro Paesi di origine, mentre gli italiani vanno inseriti in percorsi obbligatori di inserimento nella società civile. Va visto bene chi lavora e chi sta senza far niente, nel secondo caso possono essere mandati a spazzare le strade finché non si procurano un’occupazione. Ma il tutto deve farlo lo Stato in prima persona. Ogni forma di associazionismo deve essere cancellata dalla gestione della questione rom. È inutile che il comune dia i fondi ad una cooperativa che poi, tanto per fare un esempio, magari fa la cresta sull’acquisto dei pulmini per portare i bimbi rom scuola”.

La tragedia di ieri sera dice anche un’altra cosa.Tra le vittime ci sono anche extracomunitari che tornavano a casa. Insomma la sicurezza e una cosa che riguarda tutti, in primo luogo le classi più svantaggiate che predono mezzi pubblici e vivono in estrema periferia...

“La sinistra ha sempre detto che il tema della sicurezza è un vezzo borghese, ma è esattamente il contrario, sono proprio le fasce più deboli quelle più esposte ai pericoli derivanti dalla microcriminalità e dal degrado presenti nelle grandi periferie urbane...”

Quindi vivere nella legalità è un diritto per tutti, italiani e stranieri...

“Certamente, anche se noi rimaniamo fortemente contrari alle nuove forme di immigrazione di massa che spesso sono tra i primi fattori di degrado delle città italiane. Tuttavia gli immigrati che già sono qua possono restare e hanno il diritto ad essere tutelati come gli italiani”.
 
Anche se può sembrare un ragionamento cinico, non crede che  questo drammatico incidente non fa che alimentare quell’indignazione che sta portando tanti consensi al leader della lega Salvini...

“La sinistra è lontana dal sentire del popolo e i cittadini hanno gli occhi bene aperti. I commentatori “politicamente corretti” non possono più far finta che il problema non esista. Salvini va in tv e dice cose chiare, apprezzate da gran parte degli italiani. Sovranità a Roma ha riempito il  teatro Brancaccio con 1500 persone anche grazie alla presenza del leader della Lega.  Notiamo un interesse crescente verso Salvini anche durante i banchetti e le iniziative che organizziamo nei vari quartieri della capitale”.

Per chiudere vuole mandare un messaggio al sindaco Marino?

“Si, che deve dimettersi immediatamente! La bufera di Roma capitale, che ha visto coinvolte in prevalenza cooperative di sinistra e personaggi vicini al Pd, è passata su questa giunta come se nulla fosse. E deve dimettersi dopo i fatti di ieri sera perché comune ha dato l’ennesima dimostrazione di aver fallito nella gestione della sicurezza e dei campi rom”.

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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