Confindustria, Squinzi “sedotto e abbandonato” da Renzi per Marchionne

28 maggio 2015, Luca Lippi
Confindustria, Squinzi “sedotto e abbandonato” da Renzi per Marchionne
Durante l’assemblea di Confindustria Squinzi interviene senza nascondere in pò d’imbarazzo per l’assenza del Presidente del Consiglio. 

La sorpresa non è tanto nel fatto che Renzi abbia disertato l’assemblea, quanto il fatto che abbia preferito omaggiare Marchionne (polemico e fautore dell’uscita di Fiat da Confindustria) allo stabilimento di Melfi.

Forse per questo, il discorso di Squinzi è stato un po’ per sostegno al governo e un po’ contro lo stesso; il pro per confermare (o non rinnegare) l’appoggio sin dal principio all’esecutivo, il contro piuttosto una reazione piccata all’assenza del Matteo nazionale.
In favore dell’esecutivo, fra luci e ombre Squinzi sostiene: “Oggi non ho richieste né intendo lamentarmi di alcunché. Gli chiedo semplicemente di non smarrire la determinazione, perché questa è la precondizione necessaria, indispensabile per cambiare il nostro Paese”.

Non esprime alcuna eccitazione riguardo i dati sull’occupazione di recente pubblicazione, a tale proposito afferma: “Rendere più conveniente il contratto a tempo indeterminato è una scelta di fondo che contrasta la precarietà, responsabilizza le imprese a investire sulle persone e consente di sperimentare nuovi modelli organizzativi e i primi numeri confermano questa nuova opinione”. Tuttavia aggiunge, quanto è espressione di un’idea comune (come biasimarlo): “Siamo ancora in una situazione in cui la domanda interna è sostanzialmente ferma e finché questa non riparte, faremo fatica a parlare di crescita dell’occupazione”.

Poi arrivano le reprimende; nello specifico Squinzi dimostra sbigottimento quando afferma “c'è un abito mentale diffuso che pensa ancora all'imprenditore come nemico della collettività”. E porta ad esempio e conferma di quanto afferma “il ddl sugli eco-reati, l'Imu sui macchinari imbullonati e la Tasi sull'invenduto, tanto assurdi che faccio fatica a raccontarli all’estero”. 

Squinzi è molto diretto e determinato, tanto è vero che usa una metafora assai calzante, parla di “manina anti impresa” da parte dell’esecutivo in carica, rivolgendosi in questo modo (forse chiedendo conforto) agli Economisti che di “mano” conoscono quella invisibile di Smithiana memoria.

Salvate il soldato Squinzi!

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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