“Lettera ai reggitori dei popoli”: il Vescovo d'Assisi come San Francesco

28 maggio 2015, intelligo
“Lettera ai reggitori dei popoli”: il Vescovo d'Assisi come San Francesco
Nel nome di San Francesco riducetevi lo stipendio. E’ l’appello di Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, Nocera Umbra e Gualdo Tadino. Visto i tempi che corrono e il luogo di origine, si potrebbe dire che mai appello fu più efficace. 

L’auspicio è che lo sia altrettanto la risposta che monsignor Sorrentino attende ora dai diretti interessati. Che sono i candidati alle regionali di domenica, insomma i politici chiamati a governare l’Umbria.

L’alto prelato fa proprie le parole del santo che si rivolgeva ai politici del suo tempo nella “Lettera ai reggitori dei popoli”: davanti a “troppi interessi personali, troppa corruzione, troppo sperpero di danaro pubblico” è indispensabile un segnale, “concreto ed eloquente”. Segnale che nella lettera-appello del vescovo di Assisi potrebbe essere “quello di cominciare il vostro mandato, se sarete eletti, con l’autoriduzione dei vostri stipendi e simili privilegi”. 

Per monsignor Sorrentino “si può certo comprendere che l’attività elettorale e politica comporti spese aggiuntive. Ma che gli emolumenti dei politici, a parità di condizioni, si stacchino vistosamente dalla remunerazione media di tanti cittadini, è inaccettabile”. 

Fin qui la sollecitazione dell’alto prelato della diocesi del Poverello che si ferma agli stipendi perché, come tutti sanno, la regola francescana prevede anche castità, umiltà e obbedienza. 

LuBi
autore / intelligo
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