L'ascesa di Bregantini, che fa storcere il naso ai conservatori della Curia

28 marzo 2014 ore 10:45, Americo Mascarucci
L'ascesa di Bregantini, che fa storcere il naso ai conservatori della Curia
La notizia è di quelle da far storcere la bocca ai conservatori della Curia, che da oggi avranno un motivo in più per guardare con diffidenza alle manovre in corso nella Conferenza Episcopale italiana per la successione ad Angelo Bagnasco.
Papa Francesco ha infatti incaricato monsignor Giancarlo Bregantini, già vescovo di Locri ed attuale arcivescovo di Campobasso di preparare le meditazioni per la solenne Via Crucis del venerdì santo al Colosseo. L’ennesimo schiaffo nei confronti di Bagnasco? Monsignor Bregantini infatti è stato spesso in aperta polemica con i vertici della Cei, con l’ex presidente Camillo Ruini prima e con Bagnasco poi. Rigido custode della dottrina sociale della Chiesa, l’arcivescovo del Molise è più volte intervenuto sui problemi sociali e sui temi del lavoro, assumendo posizioni giudicate di “estrema sinistra” o addirittura più oltranziste della Cgil. Duro fu il suo giudizio nei confronti della riforma varata dall’ex ministro Fornero, pronunciato in veste di rappresentante Cei, giudizio che in seguito alle polemiche innescate, spinse Bagnasco ad intervenire con una morbida ma chiarissima presa di distanza. Ma di prese di distanza dall’orientamento ufficiale della Cei, Bregantini ne ha collezionate tante, soprattutto sulle questioni politiche. Fiero oppositore della vicinanza fra Berlusconi e Ruini, l’arcivescovo di Campobasso non ha mancato di evidenziare in ogni occasione utile la distanza ideale, culturale e sociale del Cavaliere dagli insegnamenti del Vangelo ed in modo particolare da quella opzione preferenziale per i poveri che è sempre stata al centro dell’azione pastorale dei vescovi di sinistra. Di fronte all’esplosione dello scandalo Rubygate, mentre i vertici della Cei si mostravano prudenti evitando giudizi troppo severi, Bregantini al contrario esprimeva pubblicamente il suo sdegno per la decadenza morale in cui l’ex premier, con i suoi comportamenti, rischiava di far precipitare la nazione. Dal centrodestra Bregantini è visto come il fumo negli occhi e non è amato neanche dalla sinistra riformista che lo considera contiguo al radicalismo massimalista della Cgil. E’ invece molto stimato e apprezzato dalla sinistra radicale, ad iniziare da Nichi Vendola. Sarebbe però riduttivo parlare di Bregantini come di un “vescovo rosso” o un’estremista di sinistra. Quando era vescovo a Locri ha combattuto a viso aperto la ndrangheta con un coraggio da leone al punto che, quando fu trasferito a Campobasso, qualcuno nella Locride in maniera molto azzardata, arrivò ad ipotizzare che a fare pressioni in Vaticano per rimuoverlo da lì, fosse stata la mafia. Bregantini in quella circostanza scrisse una lettera pubblica nella quale, oltre a smentire qualsiasi illazione sul suo trasferimento, difese la scelta di Benedetto XVI spiegandone le vere ragioni. Il favorito per la successione a Bagnasco, che è in programma per la fine di maggio, resta l’arcivescovo di Perugia e neo cardinale Gualtiero Bassetti, ma Bregantini sarà con molta probabilità inserito nella rosa dei candidati che il segretario generale Nunzio Galantino, fresco di proroga quinquennale, sottoporrà alla scelta del Papa. Sfumata la possibilità dell’elezione diretta del presidente da parte dell’assemblea dei vescovi, il Pontefice ha però preteso una consultazione interna alla Cei dalla quale far scaturire una lista di candidati. Il fatto che Francesco abbia indicato proprio l’arcivescovo di Campobasso per preparare le meditazioni della Via Crucis, pone quest’ultimo nella graduatoria dei candidati più graditi e con maggiori possibilità di essere scelto. Oltre a lui e a Bassetti dovrebbero comporre la lista anche il vescovo di Chieti Bruno Forte, quello di Verona Giuseppe Zenti e quello di Mazara del Vallo Domenico Mogavero, tutte candidature considerate di rottura rispetto alla gestione Bagnasco ed in linea con il modello, più pastorale e meno politico di Chiesa, tipico di Bergoglio.  
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