Renzi un uomo solo al comando di scuola, Italicum e unioni civili: la sua settimana

28 marzo 2015, Lucia Bigozzi
Renzi un uomo solo al comando di scuola, Italicum e unioni civili: la sua settimana
Scuola, legge elettorale e unioni civili: chi darà scacco matto a chi? Sarà Renzi o il malpancismo trasversale? La teoria dell’uomo solo al comando si misura con la prova d’Aula nel bel mezzo della campagna elettorale per le regionali.

SCUOLA. Il ‘tormentone’ che apre la settimana politica riguarda l’uscita del ministro Poletti che vorrebbe sforbiciare i tre mesi di vacanze estive per gli studenti - un po’ meno per gli insegnanti – e mandare tutti a ‘scuola’ di formazione. Mondo della scuola in subbuglio sia per la promessa renziana delle oltre centomila assunzioni dei precari dal prossimo 1 settembre, sia per la ‘novità’ proposta dal ministro del Lavoro. 

Sindacati sul chi va là, mentre dalla maggioranza il senatore dem Francesco Russo, docente universitario, promuove con riserva il ministro “taglia-vacanze” sottolineando la necessità di approntare gli strumenti necessari, prima di uscire con le proposte. Dissacrante e ironica la lettura dello scrittore Fulvio Abbate che bolla l’idea ‘polettiana’ come “maoista” e immagina il ministro “in alta uniforme del Partito Nazionale Renziano”. 

LEGGE ELETTORALE.  Renzi accelera sulla legge elettorale. Ottiene dalla capigruppo alla Camera la calendarizzazione del voto in Aula per il 27 aprile, nel bel mezzo della campagna elettorale per le regionali. Ennesima prova di forza? I detrattori del premier ne sono convinti e l’idea comincia a prendere campo anche tra alcuni esponenti dell’Ncd che mal digeriscono il “decisionismo unilaterale” del premier e avanzano il sospetto che la mossa di anticipare il voto sull’Italicum sia in qualche modo collegata alla partita per il dopo-Lupi al ministero di Porta Pia. 

Un modo, insomma, per testare nelle urne la performance degli alleati usciti con le ossa rotte (politicamente) dalla vicenda delle dimissioni di un ministro alfaniano che ha lasciato il dicastero pur non indagato. 

Aria di burrasca, tendente al peggioramento, tra le opposizioni e nelle file - ancora piuttosto sparpagliate - della minoranza dem che proprio sull’Italicum promette da sempre la “battaglia” finale. A Intelligonews il parlamentare Stefano Fassina rincara la dose: “Renzi vuole lo scontro a tutti i costi”. Sulla stessa lunghezza d’onda il senatore dem “ribelle” Corradino Mineo per il quale l’Italicum di Renzi “è una sorta di metadone contro i populismi”, ovvero il tentativo di “ridurre la democrazia alla scelta di una carica monocratica, di un sindaco, di un governatore o di un premier”. Messaggio “sinistri” alla vigilia della Direzione nazionale del Pd (lunedì al Nazareno).


UNIONI CIVILI. Al Senato il primo sì al ddl Cirinnà. Questione delicatissima con la Cei  che parla di “forzatura ideologica” e gli esponenti del Pd che difendono il testo che sostanzialmente estende alle coppie gay i diritti di quelle eterosessuali. La senatrice Monica Cirinnà, relatrice del testo ne spiega le peculiarità mantenendo un ragionevole margine di prudenza. Il parlamentare dem Alessandro Zan, in prima linea sui diritti gay, ne approva l’impianto respingendo al mittente le accuse di chi rivendica la priorità della tutela giuridica alla famiglia tradizionale fondata sul matrimonio tra uomo e donna. Come nel caso di Mario Adinolfi, direttore del quotidiano La Croce che sollecita i cattolici democratici e quelli dentro la maggioranza “ad aprire la crisi di governo”. Per Zan quelle dell’ex parlamentare Pd sono “posizioni estremiste”. 

A dare voce al no che si leva da buona parte dell’associazionismo cattolico è la Manif Pour Tous Italia che col suo portavoce Filippo Savarese sta già lavorando a una manifestazione nazionale contro “la rottamazione del matrimonio”. Obiettivo: portare in piazza più del milione che ci scese per dire no ai Dico. 

Dalle file di Forza Italia è il senatore Lucio Malan a puntare l’indice contro il provvedimento: “E’ un matrimonio gay al 100 per cento”. La parlamentare dem Lia Quartapelle evidenzia invece il fatto che rispetto al passato sul ddl Cirinnà ci sono convergenze perfino da settori di Ncd e del centrodestra. Come dire: alla fine, sarà un voto trasversale.
Intanto, siamo solo all'inizio...
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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