Becchi: "Grillo non è accentratore. M5S è vivo, i parlamentari morti. Ora faccia come in Pulp Fiction"

28 novembre 2014 ore 15:03, Adriano Scianca
Becchi: 'Grillo non è accentratore. M5S è vivo, i parlamentari morti. Ora faccia come in Pulp Fiction'
Il passo indietro di Grillo? "Significa che chi lo accusava di essere un accentratore sbagliava". Paolo Becchi, il docente universitario che i media presentano come "ideologo dei grillini" - qualifica peraltro da lui rifiutata - giudica positivamente la mossa dell'ex comico genovese. Ma, intervistato da IntelligoNews, afferma: "Il movimento è in crisi e la colpa è dei parlamentari, che sono diventati come tutti gli altri. Grillo doveva cacciarne 40, ora invece si ritrova come Samuel L. Jackson in Pulp Fiction...". Professor Becchi, come giudica la mossa di Grillo di rimanere nel ruolo di garante del M5S e proporre cinque parlamentari pentastellati come riferimento più ampio sul territorio e in Parlamento? «È la risposta a coloro che dicono che Grillo vuole accentrare tutto. Lui si è reso conto che da solo non ce la può fare. Ora si crea questo gruppo che lo consiglierà e non sarà più solo». Una mossa importante per uscire dall'impasse... «Sicuramente si tratta di un momento di difficoltà e non sappiamo come andrà a finire. Si tratta di un passaggio critico e probabilmente è solo l'inizio». E queste espulsioni? «Probabilmente è un segnale indirizzato a Pizzarotti. Sappiamo che il 7 dicembre ci sarà un incontro. Dopo le cose prenderanno probabilmente una piega diversa, ci sarà una nuova e più radicale rimessa in discussione». Ma cos'è che non sta funzionando? «Il dato saliente è lo scollamento fra Grillo e i portavoce, che sono diventati degli onorevoli che contraddicono lo spirito del movimento. Hanno anche accusato Grillo della sconfitta elettorale – perché questa è stata – quando la maggiore responsabilità è stata dei deputati che non hanno più contatti con i territori, vivono nei palazzi e ci vivono bene». Quindi non c'è anche un fallimento ideologico? «No, intanto perché l'impianto ideologico non c'è, il M5S nasce come movimento anti-ideologico. Il messaggio originale però resta valido. Se si ritrova lo spirito originario il movimento può risorgere. Se si perde in alleanze e in trattative, sulla legge elettorale o sul Quirinale, se cominciamo a ragionare come gli altri, del tipo “io ti sostengo Prodi se tu mi dai quest'altro”, allora il M5S  è finito. Bisogna recuperare lo spirito originale anche a costo di una grave perdita di deputati. La base c'è, il movimento è vivo, sono i parlamentari che sono morti». Ma se i cittadini, una volta nel Palazzo, diventano onorevoli, non era sbagliata proprio la filosofia di fondo che contrapponeva popolo e politica? «Probabilmente è accaduto che il successo del 2013 abbia sorpreso tutti, nessuno si aspettava un successo come quello e così sono entrate in Parlamento persone non valide. Ci faccia caso: gli eletti alla Camera sono giovani, hanno certe reazioni, gli eletti al Senato non sanno neanche cosa sia la rete. Gli parli del blog di Grillo e non sanno cos'è». Par di capire, quindi, che le espulsioni non le dispiacciano più di tanto... «Anzi, Grillo doveva fare una bella epurazione a suo tempo, cacciare in una sola volta 30 o 40 parlamentari. Non l'ha fatto e ora si trova nella fase "Ezechiele 25,17"». Cioè come Samuel L. Jackson in Pulp Fiction? «Esatto. Adesso è il momento della vendetta totale». Intanto Salvini guadagna terreno e toglie il terreno sotto ai piedi a Grillo... «Credo che Salvini abbia meriti notevoli: la Lega era estinta, lui ha saputo ricostruirla attorno a parole chiave, “parole guerriere”, come dice Beppe: immigrazione e Euro. I cittadini ti votano se gli dai parole guerriere. Il M5S ha intercettato un voto di protesta che ahimé ora si sta spostando verso Salvini e credo che il trend continuerà. La fine del movimento non sarà causata dalle espulsioni ma dal fatto che sarà considerato un partito come gli altri». Tipo la Taverna a Tor Sapienza, con gli abitanti delle borgate che la cacciavano in quanto “politico”... «Esatto! Tu non sei un politico, come invece scrivi sulle tua pagina facebook, tu sei solo un portavoce. E se non hai capito questo un calcio in culo te lo meriti tutto».
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