Sanità: Punti nascita a rischio, anche il Trentino scende in piazza

28 novembre 2015 ore 10:07, Andrea Barcariol
Sanità: Punti nascita a rischio, anche il Trentino scende in piazza
Il Trentino scende in piazza per protestare contro la chiusura dei punti nascita ad Arco, Cavalese, Borgo Valsugana e Tione. Tantissime le persone che hanno partecipato alla manifestazione contro una decisione che ha spiazzato e indignato i cittadini che vedono costantemente tagliate le risorse dedicate per quella che dovrebbe essere un'assoluta priorità: la salute.

Tra le azioni di protesta, da segnalare quella del consigliere provinciale Claudio Cia che ha affisso dei cartelli segnaletici nei nei tre ospedali dove i servizi sono a rischio sottolineando come in futuro si dovrà partorire "per appuntamento" a orari stabiliti, senza ritardi. A schierarsi a difesa dei cittadini è scesa in campo anche CasaPound (molto radicata in Trentino tanto che lo scorso maggio a Bolzano alle amministrative aveva ottenuto un ottimo risultato) che ha affisso degli striscioni sui muri degli ospedali di Cavalese, Arco, Borgo Valsugana e Tione: "Basta giocare con la salute" e "La sanità non si taglia".

"Si tratta di un'azione simbolica per ribadire la nostra totale contrarietà rispetto alla scelta della Provincia di diminuire i servizi degli ospedali delle valli periferiche. – la spiegazione di CasaPound Italia Trentino affidata a un comunicato - Dopo l'aumento dei ticket sanitari per i farmaci e per le prestazioni specialistiche la Provincia pensa ancora di poter tirare la cinghia in un settore già colpito da tagli, diminuendo il servizio in ambiti, come i punti nascita e le urgenze, fondamentali e imprescindibili per lo sviluppo delle valli trentine".

Sanità: Punti nascita a rischio, anche il Trentino scende in piazza

Nel mirino dei cittadini l'assessore alla salute Luca Zeni che ha voltuto replicare alle accuse con un provvedimento della Giunta provinciale trentina che ha autorizzato l'Azienda sanitaria ad effettuare le assunzioni in ruolo del personale sanitario necessario per l'adeguamento delle unità operative del sistema ospedaliero provinciale, fissando una spesa massima aggiuntiva di 9 milioni di euro. "Le assunzioni, sul cui numero deciderà l'Azienda - ha precisato Zeni - riguarderanno medici e personale oss. I relativi concorsi saranno avviati a giorni. Una scelta non scontata che conferma la volontà della maggioranza di continuare a garantire la qualità del servizio e le condizioni di sicurezza anche negli ospedali periferici".

Un settore, quello della Sanità, che in Trentino presenta costi elevati, come emerso anche dalla relazione della sezione di controllo della Corte dei Conti di Trento. La spesa sanitaria, infatti, nel quinquennio 2010-2014, è aumentata del 4,65%, mentre a livello nazionale è diminuita dell’1,33%. Non solo: anche la spesa pro capite nel 2014, con i suoi 2.143 euro, è risultata superiore del 17% al valore nazionale, pari a 1.829. Nonostante ciò, il livello di mobilità sanitaria interregionale passiva - soprattutto per i ricoveri ospedalieri - resta molto elevata, attorno ai 60 milioni, con un saldo negativo di 16 milioni. Nella relazione non sono emerse irregolarità contabili, ma alcune criticità nel bilancio dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari relative alla gestione finanziaria 2014.



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