Qualità della vita, è crollo Roma: perde 20 punti. Podio a Mantova

28 novembre 2016 ore 10:40, Americo Mascarucci
Crollo clamoroso per la Capitale nella classifica sulla qualità della vita nelle città italiane. 
Roma è infatti sprofondata all’ottantottesimo posto  nella classificata condotta da ItaliaOggi-Università La Sapienza di Roma con un calo vertiginoso rispetto allo scorso anno quando si era posizionata al sessantanovesimo posto. 
Circa venti punti sotto dunque, ciò significa che nell’ultimo anno la qualità della vita per i romani è drasticamente peggiorata. 
Se si vanno ad analizzare tutti gli indicatori di qualità ci si accorge che la Capitale ha perso punti ovunque. 
Per quanto riguarda la criminalità è al centoseiesimo posto tra le città sicure (era al 102 nel 2015). Scende al cinquantottesimo posto, dal 42 del 2015, per quanto riguarda i parametri di disagio sociale. 
Qualità della vita, è crollo Roma: perde 20 punti. Podio a Mantova
Scende di sette posti anche per quanto riguarda i servizi scolastici. Passa dall'ottavo al decimo posto nella classifica del sistema salute e dal 94 (del 2015) al 103 del 2016 per il tenore di vita.

Per l'ambiente Roma è all'84esimo posto. 
E' 73esima per il verde pubblico e 72esima per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. 
Unico indicatore controcorrente la qualità del trasporto pubblico per cui si attesta al quinto posto. 
Il primo posto della classifica sulla qualità della vita nelle città italiane è occupato da Mantova; in seconda e terza posizione, invece, vi sono Trento e Belluno.All'ultimo posto c'è Crotone.
Ma se Roma piange Milano non ride. 
La Capitale del Nord cede infatti 18 posizioni e si attesta al 25esimo posto; al Sud Napoli arretra di 5 posizioni e si piazza al 103esimo posto. 
Va meglio a Torino che nella classifica generale scala 6 posizioni e si attesta al 70esimo posto. 
Tra gli elementi critici sottolineati nel rapporto redatto da Alessandro Polli del Dipartimento di scienze sociali e economiche della Sapienza di Roma c’è soprattutto la difficoltà per la classe politica italiana di migliorare le condizioni di benessere dei cittadini: 
"Nelle decisioni politiche è rilevante il brevissimo periodo — ricorda lo studio —, mentre per migliorare la qualità della vita dei cittadini è necessario formulare un piano coerente nel lungo periodo, che richiede necessariamente una visione del futuro".

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