Fidel Castro, Di Stefano (CP): "Bando a ipocrisie. La mia idea su 'Patria o Muerte' e quei bordelli..."

28 novembre 2016 ore 15:55, Andrea Barcariol
Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound, commenta a IntelligoNews la morte di Fidel Castro. Critiche ma non solo per una delle figure più controverse dell'ultimo secolo, per alcuni un dittatore senza scrupoli, per altri, un leader leggendario. 

L'opinione pubblica si è spaccata nel ricordo della figura di Fidel Castro. Cosa vi ha colpito in particolare?

«L'ipocrisia dei media che distinguono tra dittatore e dittatore. Sembra che Fidel Castro venga coccolato da una certa sinistra come salvatore della patria e rimpianto come un grande leader. Mi sembra un po' assurdo».
Fidel Castro, Di Stefano (CP): 'Bando a ipocrisie. La mia idea su 'Patria o Muerte' e quei bordelli...'
C'è qualche aspetto della politica di Fidel Castro, ad esempio la parte rivoluzionaria o anticapitalista, che giudicate positivamente?

«E' chiaro che era un tipo di socialismo diverso che guardava anche alla nazione, lo slogan era Patria o muerte che è differente dal comunismo internazionalista. Questo è sempre stato guardato con benevolenza, ma se devo giudicare la fine di Cuba, per quello che conosco io, nato nel 1976, l'unica cosa che ho visto sono le vacanze a sfondo sessuale dei miei coetanei che si divertivano nei bordelli. Sostanzialmente penso che lui abbia fallito».

Il lato peggiore del Castrismo?

«Le persecuzioni, ma anche togliere totalmente la libertà di  espressione o semplicemente di andare su Internet. Già questo fa capire che era un mondo chiuso in se stesso. Poi gli va dato atto che in qualche modo ha tenuto testa all'egemonia di una delle più grande potenze capitaliste del mondo. E' anche vero che questa sfida non l'ha vinta e il bilancio di Cuba oggi è pessimo, il popolo sta male e loro sono indietro».

Con la presidenza Obama i rapporti con gli Stati Uniti sono cambiati.

«Ecco perché oggi è santificato. Questo fa parte di uno storytelling, per usare una parola renziana: il Papa, Obama, Fidel Castro tutti fanno pace, così si può dire: che bello il mondo libero e globale. Poi ti rendi conto che questo mondo libero ingloba dentro di sé delle dittature come quelle cinese o cubana. Quindi si tratta di una grande presa in giro. Che la globalizzazione non funzioni se ne stanno rendendo conto tanti popoli in giro per il mondo».

Si può definire l'ultimo leader ideologico?

«C' è ancora Kim Jong-un in Nord Corea, il comunismo cinese per me è comunismo anche se è di mercato, ma questo era abbastanza naturale. Più che l'ultimo leader ideologico era l'ultimo punto di riferimento per una sinistra globale che lo vedeva come il padre di un comunismo possibile che però ha fallito».
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