Fidel Castro, Ferrero (Rc): "Aveva punti di contatto con Bergoglio. Sciocchezze da Saviano"

28 novembre 2016 ore 14:00, Andrea Barcariol
"E’ stato un grandissimo personaggio, un grandissimo rivoluzionario comunista", così Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, intervistato da IntelligoNews, commenta la morte di Fidel Castro.

L'opinione pubblica si è divisa sulla figura di Fidel Castro. Il suo pensiero?

«Penso sia stato un grandissimo rivoluzionario perché è riuscito non solo a liberare Cuba dalla dittatura di Battista ma ha costruito una costruito una rivoluzione socialista, difesa da attacchi statunitensi sia a livello militare, vedi Baia dei Porci, sia a livello economico che durano tutt’oggi. Ha corretto il tiro nel corso del tempo, è stato capace di ascoltare. E’ stato un grandissimo personaggio, un rivoluzionario comunista. Oggi Cuba è probabilmente il Paese dell’America Latina in cui si sta meglio, dalla sanità all’istruzione non c’è paragone con nessun altro Paese dell’America Latina».

Anche Roberto Saviano ha criticato in maniera durissima il “lider maximo”, sottolineando le persecuzioni agli oppositori. Come giustifica questo aspetto della politica di Castro?

«Che nel corso di decenni di battaglie politiche ci siano stati anche elementi di repressione è sicuro ed è indubbio, ma appiattire l’esperienza cubana solo su questo significa essere totalmente in malafede. Noi abbiamo una parte della gente che si dice di sinistra ma sono semplicemente dei liberali cantori della globalizzazione che, così come è fatta, produce povertà. Oggi il centrodestra e il centrosinistra a livello mondiale sono come nel 1800, sono tutte e due liberali e si fanno una gran battaglia sul nulla, nel senso che sulle politiche economiche pensano la stessa cosa. Quindi capisco che molti esponenti della sinistra siano contro Fidel. Sicuramente quello cubano è un popolo povero ma ha fatto delle conquiste sociali che non ci sono più neanche in Italia. Capisco che Saviano marci contro Fidel, così come fa Matteo Salvini, perché dicono la stessa cosa».

Fidel Castro, Ferrero (Rc): 'Aveva punti di contatto con Bergoglio. Sciocchezze da Saviano'
Si può definire l'ultimo leader ideologico?

«L’ultimo no, gli attuali leader sono totalmente ideologici, pensiamo a Trump, alla Merkel o a Renzi, la loro ideologia è il liberismo considerato come una specie di religione che va abbracciata. L’ideologia oggi è così diffusa che viene presentata come naturale, così come l’inquisizione nel Medioevo era tanto diffusa da venir accettata come volontà di dio, invece era un totale arbitrio che oggi noi siamo in grado di vedere».

A differenza di altri regimi, Castro ha sempre dimostrato rispetto per la Chiesa. Perché?

«Questo è uno degli aspetti interessanti di Castro che dimostra come le sciocchezze di Saviano non siano corrette. Fidel pensava che la Chiesa e la responsabilità che poteva maturare nell’ambito della fede cristiana fossero aspetti che potevano contribuire positivamente alla costruzione di una società socialista. Castro in questo è sempre stato molto attento, non ha mai giudicato il mondo come se fosse diviso solo tra comunisti e non comunisti, ma ha considerato tutti gli elementi che potevano valorizzare l’umanità, la possibilità di costruire rapporti solidali e l’eguaglianza. Castro è sempre stato molto aperto per questo ha trovato punti di contatto con Papa Wojtyla e in particolare con Bergoglio. Ognuno dalla propria posizione, che evidentemente sono assai diverse, hanno la capacità di cogliere un elemento positivo dell’altro: l’attenzione all’umanità. In questo chi dice che Castro è stato totalitario è semplicemente idiota. Se uno va a Cuba coglie l’elemento religioso in mille sfaccettature, è passato, presente e interno, non è un fattore di discrimine nella costruzione sociale e culturale».
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