Che fine ha fatto Shirley McLaine?

28 novembre 2016 ore 15:29, intelligo
E’ l’anno in cui in Italia i GUF organizzano i Littoriali della cultura e dell’arte, e Aldo Palazzeschi pubblica il suo romanzo più noto, Sorelle Materassi.  E’ l’anno in cui negli States Alcatraz diventa una prigione federale, e Walt Disney presenta al mondo Paperino.  E’ il 1934, e nasce una bambina destinata ad avere un posto tutto speciale nel firmamento delle star hollywoodiane…
Che fine ha fatto Shirley McLaine?
Shirley MacLean Beaty, nota col nome d’arte di Shirley MacLaine, nasce a Richmond, in Virginia, il  24 aprile 1934, sotto il volitivo segno del Toro. La sua è una famiglia borghese, con un padre professore di filosofia e psicologia, con idee piuttosto progressiste per non dire proprio comuniste, e una mamma attrice, che invece nella vita non vede altro che il mondo dello spettacolo. E’ così che la piccola Shirley – come accadrà in seguito anche per il fratello minore Warren - si ritrova ad essere una sorta di predestinata quando sua madre decide che la bambina arriverà a quel successo planetario da lei agognato ma nemmeno mai sfiorato. Non è un caso, perciò, se già a due anni d’età, Shirley col suo caschetto di capelli rossi, prende lezioni di ballo e di canto: prima comincia, pensa sua madre, e maggiori saranno le chance che avrà di arrivare.  In più, la bimbetta ha anche un problema alle anche che il ballo può risolvere, ed ecco che si unisce l’utile al dilettevole facendo in modo che nasca una diva. 
Danza sulle punte, Shirley e sarebbe anche bravina, ma è troppo alta per la danza classica, così quando compie i sedici anni, decide di intraprendere sì la carriera di ballerina professionista, ma non nel mondo del balletto classico. Arriva a Broadway nel 1950, e trova svariati ingaggi come ballerina di fila, del resto è brava, e anche molto graziosa con quel visino malizioso e la spruzzata di efelidi sul naso all’insù. Gli occhi, poi, sono verdi, grandi ed espressivi, e attraggono come calamite. Così, nel 1954, quando la nota soubrette Carol Haney ha un grave incidente e si rompe un’anca, è proprio Shirley che la sostituisce nel musical “Pajama Game”.  E si cala alla grande nella parte dimostrandosi non solo all’altezza della Haney ma addirittura migliore, al punto che il produttore Hal B. Wallis  le propone un contratto con la Paramount Pictures: è l’inizio di una grande carriera cinematografia ma anche la nascita di una personalità che lascerà un segno  nella mecca del cinema anche sul piano dei diritti degli attori e delle maestranze. 
Contemporaneamente al contratto con la Paramount, in quel 1954 che si trasformerà in un anno d’oro, Shirley sposa Steve Parker, conosciuto due anni prima. In proposito, Shirley racconterà: “Avevo diciotto anni, e lavoravo nel corpo di ballo di un musical a Broadway quando ho incontrato Steve per la prima volta. Lui è entrato in teatro e si è seduto. Io l’ho guardato e ho capito subito che la mia vita stava per iniziare un nuovo corso e che non sarebbe più stata la stessa”.  Il matrimonio, va detto, sarà lungo e terminerà con un divorzio solo nel 1982, dall’unione nascerà nel 1956 una bimba, Stephanie Sachiko detta "Sachi" Parker, destinata a diventare anche lei attrice, eppure non sarà un’unione particolarmente solida. La stessa Mclaine racconterà  come entrambi, moglie e marito, si sentissero liberi di avere le loro scappatelle. Addirittura, Shirley rivelerà di aver avuto fino a 3 uomini in un giorno, esperienza che ha definito stupida, e non per questioni morali o etiche, ma perché a ben vedere non le ha dato nessuna soddisfazione. 
Il primo film di Shirley McLaine è per la regia del grande Alfred Hitchcock, La congiura degli innocenti; nello stesso anno, il 1956, Shirley lavora anche al fianco di Jerry Lewis e Dean Martin in “Artisti e modelle” e ne Il giro del mondo in ottanta giorni, adattamento del romanzo di Giulio Verne diretto da Michael Anderson, nel quale recitano anche David Niven, Cantinflas e Robert Newton. Tre anni dopo, nel ’59, l’attrice riceve anche un premio al Festival di Berlino con “Tutte le ragazze lo sanno”. E’ poi la volta della pellicola “L’appartamento” di Billy Wilder che fa guadagnare a Shirley una nomination all’Oscar come miglior attrice protagonista. Il film, una commedia dolce-amara a lieto fine, fa scoprire la cifra di Shirley, capace di essere sia attrice leggera che drammatica, e vince l’Oscar nelle categorie Miglior film, Miglior regia e Miglior Sceneggiatura.  Segue un altro grande successo, forse uno dei film più famosi dell’attrice, Irma la dolce (1963) diretto da Bill Wilder, sempre al fianco del grande Jack Lemmon, storia di una dolce e tenera prostituta francese divisa tra l’amore per Nestore, un ex-poliziotto squattrinato e Lord X, alterego dello stesso Nestore che usa quell’escamotage per tenere la sua donna lontana dal marciapiede.  Ormai considerata una sorta di Doris Day solo un po’ più “piccante”, Shirley continua la sua trionfale carriera cinematografica, e nel 1979 interpreta forse il suo miglior film, almeno a detta dei critici, "Oltre il giardino", ma è solo nel 1984, all’età di 50 anni, che vince il premio Oscar per Voglia di Tenerezza, a fianco di Debra Winger e di un romantico Jack Nicholson.  C’è da dire, però, che già dagli anni ’60, Shirley ha cominciato a ridurre il suo impegno cinematografico per dedicarsi ai movimenti femministi di cui è un’accesa sostenitrice, e alla scrittura. Pubblica il suo primo romanzo autobiografico "Don't fall off the mountain" nel 1970.  Poi si immerge nello studio di problematiche trascendentali e religiose, approfondendo i temi della reincarnazione  e allontanandosi sempre di più dal mondo dello spettacolo. Bisognerà attendere il 1988 per vederla  alla Mostra di Venezia mentre ritira la Coppa Volpi vinta per “madame Sousatzka”, a cui seguono i drammatici Fiori d’acciaio e Cartoline dall’inferno. Nel 1993 recita in "La vedova americana" a fianco di Marcello Mastroianni. Ma la sua vita è comunque ormai tutta immersa negli studi e dalle conferenze che fa in giro per il mondo per sostenere le sue teorie New Age, e la sua filosofia trascendentale.  Nel 2008 ricompare comunque sugli schermi televisivi in una fiction su Coco Chanel e di seguito in 3 episodi della serie Dowton Abbey e in 2 episodi della serie Glee. 
Recentemente ha venduto una sua bellissima proprietà a nord di Santa Fe, in New Mexico, per 18 milioni di dollari. La cifra definita simbolica, è stata decisa dalla stessa Shirley dopo che l’attrice ha consultato alcuni sensitivi che le avevano suggerito di chiedere il doppio. Ma la McLaine ha fatto uno strano conteggio, e ha stabilito il numero “del concepimento”, come ha detto lei stessa, aggiungendo: “Per me conta questo, non i soldi”. Il ranch comprende una villa di 900 metri quadrati con piscina, altri casolari, un labirinto, che però ora che ha superato le 80 primavere, era considerato da Shirley una sorta di prigione lontana da tutto ciò che l’attrae. Cinema, teatro e ristoranti… insomma, il divertimento. 
Auguri!

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]