Fidel Castro, Rizzo: "Reprimeva il dissenso a Cuba come l'Italia le Brigate Rosse"

28 novembre 2016 ore 15:50, Americo Mascarucci
"Fidel Castro è morto ma non la rivoluzione cubana. Castro reprimeva il dissenso a Cuba, così come l'Italia reprimeva le Brigate Rosse negli anni 70".
Marco Rizzo, leader del Partito Comunista, commenta così ad Intelligonews la morte di quello che fino a pochi giorni fa era l'ultimo grande leader comunista ancora vivente, difendendone l'operato contro quanti in queste ore lo stanno dipingendo come un dittatore sanguinario e spietato.

Fidel Castro è morto e con lui rischia di morire anche l'ultimo modello di governo comunista nel mondo. Esiste questo rischio?

"Muore Fidel Castro ma non la rivoluzione. L’idea permane, è viva e non morirà mai. Castro ha vinto, piaccia o no ai suoi tanti detrattori. Cuba è un’isola di 12 milioni di abitanti che Castro ha saputo trasformare da bordello degli Stati Uniti con il 90% di analfabetismo, in una realtà dove sanità e istruzione sono arrivati a livelli degni dei migliori paesi occidentali. Facciamo un paragone con Haiti, l'isola più vicina, che è un un po' come fare il paragone fra la Svizzera e l’Italia, e ci si renderà subito conto della differenza abissale con Cuba. La rivoluzione cubana ha formato le lotte di tutto il mondo, dall’America Latina all’Africa. Quelli che oggi denigrano Castro fra qualche anno non staranno più neanche su Wikipendia, mentre Fidel e la sua rivoluzione resteranno sui libri di storia". 

Ok, ma intanto cosa succederà a Cuba ora che il leader maximo non c'è più?

"La rivoluzione cubana ha l’appoggio del popolo quindi Cuba manterrà il suo orientamento socialista. Resta il problema dell'embargo economico che gli Stati Uniti hanno annunciato di voler togliere soltanto a parole. L’embargo resta uno strangolamento fortissimo. Del resto non sono riusciti ad uccidere Castro con 600 attentati e ci hanno provato con l'economia". 

A differenza di altri stati comunisti a Cuba non sono stati uccisi preti, e con la Chiesa il regime castrista è sembrato voler mantenere buoni rapporti. Come mai?

"E' naturale, se si pensa quanto la Chiesa dell'America Latina sia diversa da quella europea. Mentre quest'ultima è stata sempre connivente con le destre europee e addirittura complice di regimi come il Fascismo e il Nazismo in nome della lotta al grande nemico comunista, la Chiesa dell'America Latina ha il volto di monsignor Oscar Romero ucciso dalla destra perché nel Salvador difendeva i diritti degli oppressi dalle prepotenze del regime. La Chiesa latino-americana è la Chiesa della Teologia della Liberazione, è per questo che Castro non vi ha mai visto un pericolo". 

La Chiesa di Bergoglio potrà ora giocare un ruolo forte a Cuba per il dopo Castro?

"E' la prima volta che un Papa arriva dall'America Latina e questa è un'assoluta novità. E' probabile che l'attenzione della Chiesa si accresca, anche perché mi sembra che Bergoglio sia molto attivo in politica estera. Premesso ciò Cuba ha la maturità per saper camminare da sola senza farsi condizionare da ingerenze esterne di alcun tipo".

Però siamo onesti. A Cuba la dittatura c'era e pure le persecuzioni contro gli oppositori politici.

"Che cosa sarebbe successo in Italia negli ultimi 50 anni se i suoi presidenti avessero subito oltre 600 attentati, decine di atti di terrorismo, un tentativo di sbarco e di invasione da parte di un Paese straniero e ci fosse stato un embargo economico da parte di tutti i paesi dell’Europa? Ci si dimentica con troppa facilità che i cosiddetti dissidenti cubani. non erano in collegamento con altre forze comuniste, ma con la Cia. Quando le Brigate Rosse rapirono Aldo Moro, Ugo La Malfa che era un sincero democratico, chiese il ripristino della pena di morte e la proclamazione dello stato d’assedio, e le Brigate Rosse non erano la Cia. Nel 2003 ho visto a Cuba ragazzi che circolavano in motorino con una bandana con su riprodotta la bandiera americana. Nessuno li ha fermati o arrestati. Se in Italia negli anni 70 qualcuno avesse circolato con una bandana e con su riprodotto il simbolo delle Br, non credo proprio che se la sarebbe cavata tanto facilmente". 
Fidel Castro, Rizzo: 'Reprimeva il dissenso a Cuba come l'Italia le Brigate Rosse'

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