Scalfarotto (PD): «Omofobia? Un problema di tutti. Renzi è leader fedele al partito»

28 ottobre 2013 ore 14:41, intelligo
Scalfarotto (PD): «Omofobia? Un problema di tutti. Renzi è leader fedele al partito»
di Andrea De Angelis «L'Italia troppo spesso è il Paese in cui nessuno decide niente, e dunque nessuno è responsabile dei nulla di fatto: ben venga allora una leadership forte che permetta finalmente alla democrazia di decidere». Così Ivan Scalfarotto, deputato renziano della prima ora, parla su IntelligoNews della candidatura del sindaco di Firenze alla Segreteria del Pd. Per il democratico è compito del Pd spronare il Governo, anzichè sostenerlo in modo acritico: «Sbaglia Fioroni a chiedere un sostegno acritico: Renzi ha sempre promosso, e continuerà a promuovere le riforme del governo Letta, che sono il motivo per il quale esiste questo esecutivo». Sull'ennesimo suicidio legato al tema dell'omofobia, Scalfarotto è chiaro: «La responsabilità è di tutti, non serve delegare per rendere l'Italia un Paese migliore». Ma approvare la Legge in Senato è comunque fondamentale: «Auspico che lo si faccia in fretta, mantenendo l'equiparazione piena dell'omofobia al razzismo, alla xenofobia e all'antisemitismo».
Scalfarotto (PD): «Omofobia? Un problema di tutti. Renzi è leader fedele al partito»
Scalfarotto (PD): «Omofobia? Un problema di tutti. Renzi è leader fedele al partito»
Ennesimo suicidio legato al tema dell'omofobia: ieri a Roma è morto un ventenne. Si può parlare di urgenza, o l'iter parlamentare deve seguire il suo corso?
«Non credo che l'attesa produca una legge migliore. Aspettiamo questa norma da tantissimo tempo, ed auspico che il Senato in modo spedito la approvi, anche migliorandola. Non si devono perdere, però, i punti edificanti, tra i quali l'equiparazione piena dell'omofobia al razzismo, alla xenofobia e all'antisemitismo». Una legge è sufficiente a risolvere un problema che appartiene alla cultura di un popolo? «Una norma penale non basta a produrre dei cambiamenti culturali. Va accompagnata dalla consapevolezza che l'omofobia non è un problema solo per gli omosessuali, ma per tutti. Senza accoglienza, rispetto ed inclusione il Paese è meno civile. Renderlo civile è un dovere di tutti». Il fatto che la famiglia del suicida abbia dichiarato di non sapere nulla, è sintomo di che cosa? «Questo ragazzo non si sentiva evidentemente libero. Ogni omosessuale, prima di fare coming out, ascolta le opinioni di chi gli sta intorno sulla categoria degli omosessuali, e se essa risulta essere stigmatizzata e condannata, ci pensa bene prima di dichiararsene parte». Quali le agenzie educative coinvolte? «Credo tutte, media compresi. Si dovrebbe parlare di questi temi con maggiore consapevolezza e conoscenza, ma oltre a delegare agli altri, siano essi scuola, famiglia o associazioni, spetta ad ogni singolo individuo migliorare il Paese in cui vive».
Scalfarotto (PD): «Omofobia? Un problema di tutti. Renzi è leader fedele al partito»
Veniamo alla Leopolda renziana, dove il sindaco di Firenze ha riproposto con forza il bipartitismo. Non c'è il rischio di rafforzare, anziché indebolire, il Movimento 5 Stelle?
«L'avversario non si sceglie, la scelta bipartitica serve a voler rendere l'Italia simile alle altre grandi democrazie liberali del mondo. Pensiamo a Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna e Francia: sono tutte strutture dove ci sono due grandi poli ed un vincitore che governa per cinque anni. Il punto è che qui si ha una religione comune che è il rispetto delle istituzioni e dello Stato. Mi chiedo se il Movimento 5 Stelle aderisce  a questo rispetto sacrale delle istituzioni...». Si riferisce alla mancata risposta dei grillini alla convocazione di Napolitano al Quirinale per la riforma della legge elettorale? «Diciamo che io non ho mai sentito di partiti inglesi che abbiano disertato la convocazione della regina Elisabetta. Il fatto stesso che Grillo abbia dichiarato di aspirare ad avere il 100% dei parlamentari, lo rende incompatibile con la democrazia occidentale».
Scalfarotto (PD): «Omofobia? Un problema di tutti. Renzi è leader fedele al partito»
Fioroni ha appena detto che Renzi sbaglia a non capire che la sua credibilità aumenta solo se sostiene il governo Letta e le sue riforme. Cosa risponde?
«Renzi ha continuamente incoraggiato e spronato il Governo a fare le riforme. Un Pd guidato da Renzi continuerà a fare questo, ma se Fioroni intende che Renzi fa bene a sostenere il governo in modo acritico, penso che sia Fioroni ad avere torto. Il compito di Renzi è rafforzare il Pd per rafforzare un Governo che faccia quelle riforme che ne hanno giustificato la nascita». Come vede l'assenza di bandiere del Pd alla Leopolda? «Non ci sono mai state bandiere alla Leopolda. Il fatto serio è che Renzi ha sempre sostenuto il partito lealmente, sempre in prima linea anche a favore di Bersani quando gli è stato chiesto di farlo, e con i parlamentari suoi amici in Parlamento». Epifani ha detto che Renzi è una delle tante personalità importanti del Pd. Il giorno dopo il sindaco ha risposto che la leadership non è una parolaccia. Come la mettiamo? «Il grande tema è la democrazia che decide. Se non riesce a decidere, come diceva Veltroni, non funziona. Non dobbiamo avere paura di avere una leadership forte che comunichi bene. Tutte le grandi democrazie la hanno: tutti noi conosciamo il nome del Presidente statunitense, della Cancelliera tedesca, del Premier inglese. Tanto più si decide, tanto più si può presentare il conto ai responsabili. Invece l'Italia troppo spesso è il Paese in cui nessuno decide niente, e dunque nessuno è responsabile dei nulla di fatto».  
autore / intelligo
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