La "conversione" di Andrea Romano sulla "quarta via". Rispolverati Nazione, Populismo e Patriottismo ma dem

28 ottobre 2014 ore 13:04, intelligo
La 'conversione' di Andrea Romano sulla 'quarta via'. Rispolverati Nazione, Populismo e Patriottismo ma dem
La "conversione" di Andrea Romano passa per delle parole chiave: Nazione, Populismo e  Patriottismo (democratici eh!). Oltre la terza via ce n'è un'altra ed è Leopoldina, figlia cioè di Matteo Renzi. Addio al mondo liberale dei professori e a Scelta Civica. E' stato "folgorato" sulla strada della "quarta via italiana" che deve "contenere il neoliberismo, che è uno degli obiettivi per cui è nata la socialdemocrazia, non è una priorità in Italia. (...) Punta alla rappresentanza dei non rappresentati, e da qui allo sviluppo economico e alla crescita dei diritti di chi può restituire vitalità all’Italia". Insomma un nuovo populismo, ma anche questa volta dem e renziano, quindi il migliore. E allora riecco anche spuntare la parola Nazione che, afferma nel suo intervento alla Leopolda 5 "non è il nazionalismo. La nazione non è la guerra. La nazione non è l’etnia. La nazione siamo noi. Quelli che sono qui e quelli che sono fuori da qui. Quelli che la pensano come noi e quelli che pensano tutto il contrario di quello che pensiamo noi. La nazione è il tutto, non la parte" e ha anche un non so che di tradizionalista: "Perché la nazione italiana è quella che abbiamo avuto in eredità dai nostri padri ed è quella che lasceremo ai nostri nipoti".  Sarà per questo che dopo battaglie europeiste piuttosto "spinte" e anti-becerume di destra Romano è convinto oggi che "è il momento di avere un rapporto finalmente adulto e maturo con l’Europa, perché l’Italia è cresciuta e perché gli italiani si sono guadagnati sul campo il diritto di affermare le proprie ragioni. Anche perché le ragioni dell’Italia non nascono né dalla paura né dall’egoismo: sono le ragioni di decine di milioni di cittadini che vogliono sapere come vengono spesi i loro soldi; sono le ragioni di una nazione che è impegnata in un coraggioso percorso di riforme e che vuole avere tutto il sostegno di quella casa comune europea che è stata tra le prime a voler costruire e tra le più convinte a sostenere sempre".  E tanto per non lasciare al centro-destra nulla conclude con le parole dello scrittore George Orwell  che nel 1941 scriveva: “Il patriottismo non ha niente a che fare con il conservatorismo. Anzi, è esattamente il contrario del conservatorismo, perché è un atto di devozione e fedeltà a qualcosa che cambia di continuo ma che resta legato a qualcosa di misticamente identico. (per l’appunto la patria, la nazione). Il patriottismo è un ponte tra il passato e il futuro. Ed è per questo che il patriottismo e la sinistra dovranno prima o poi tornare insieme”. Insomma sul monte di sinistra, ma a valle proprio no?
autore / intelligo
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