Movimenti sociali in Vaticano, parla Casarini: "Ai miei figli dico: Francesco è il nuovo che avanza"

28 ottobre 2014 ore 18:20, Andrea De Angelis
Papa Francesco ha ricevuto quest'oggi in udienza, nell'Aula vecchia del Sinodo, i partecipanti all'Incontro mondiale dei movimenti popolari, promosso a Roma dal Pontificio consiglio di giustizia e pace. Presente, tra gli altri, anche lo storico centro sociale milanese Leoncavallo. IntelligoNews ha parlato di questo storico incontro con Luca Casarini...  

Movimenti sociali in Vaticano, parla Casarini: 'Ai miei figli dico: Francesco è il nuovo che avanza'

Papa Francesco riceve in udienza i movimenti popolari e sociali, tra cui il Leoncavallo di Milano. Una prima volta che può essere definita storica? «Assolutamente sì, abbiamo assistito quest'oggi a qualcosa di straordinario da parte di un uomo che sta mostrando un'attenzione enorme per le persone e i loro diritti, a partire da casa e lavoro». Il Papa ha affermato che le persone non devono aspettare le "solite promesse" e "assistenzialismi pericolosi che anestetizzano e addomesticano": simili concetti vengono espressi in Vaticano perché in Italia è difficile ascoltarli? «Sì (ride), il punto è proprio questo: siamo dinanzi a un uomo straordinario che si mostra al mondo come l'unico leader politico in grado di cambiare qualcosa. Lo fa, ripeto, mettendo al centro la persona e invitando la stessa a combattere per i propri diritti». Il nuovo che avanza... «Ma certo! Papa Francesco è il vero nuovo che avanza, altro che il Presidente del Consiglio! Chi ci viene proposto come nuovo,il finanziere Serra? O chi come Renzi sul palco della Leopolda ha al polso un orologio da quindicimila euro?». Dunque è Francesco il nuovo? «Sì, lo è nel momento in cui punta il dito come oggi contro la finanza che impoverisce l'umanità, riprendendo i temi di Occupy Wall Street che ha sottolineato come l'1% della popolazione decida per il restante 99%! Per essere nuovi non bisogna guardare l'età anagrafica e voglio pensarlo per me e per i miei figli, ai quali non posso dire che il futuro dell'Italia sia Renzi e i suoi modelli da ricconi. Il futuro è pensare a un mondo dove sia possibile abitare tutti». Francesco ha precisato che a chi gli dice di essere comunista risponde che non solo non lo è, ma che l'attenzione verso i poveri è al centro della Dottrina sociale della Chiesa e soprattutto del Vangelo. Le piace come risposta? «Diciamo che in America Latina abbiamo visto un filone della Chiesa, osteggiato in passato dal Vaticano, chiamato "Teologia della Liberazione" che ha preso parte alla lotte di emancipazione dei popoli di quelle terre, contro i sistemi autoritari e dittatoriali. Ho conosciuto personalmente queste persone...». Il Papa è però gesuita ancor prima che latino americano... «Infatti, e proprio alcuni gesuiti hanno una fortissima componente evangelica che traduce la lettura del Vangelo come pratica concreta per affrontare le contraddizioni. Evangelizzare per alcuni gesuiti significa non tanto educare a un dogma quanto praticare sostanzialmente una verità, rivelandola nella quotidianità». Bergoglio sta dunque facendo questo secondo lei? «Sì, rivela le verità del nostro tempo ed è l'unico leader mondiale a farlo». Oggi Francesco ha affermato che è "impensabile immaginare un futuro per la società senza la partecipazione delle maggioranze": una critica alla cosiddetta democrazia di facciata? «Certo, come dicevo prima sono verità scomode, rivoluzionarie e in un momento in cui ci dicono che il capitalismo è l'unica strada e che quando c'è la sua crisi l'unica cura è altro capitalismo e altro liberismo, un leader che fa queste affermazioni è assolutamente rivoluzionario. Siamo, lo ripeto, in presenza di qualcosa di nuovo e straordinario e siamo chiamati a rendercene conto».  
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