Fed: rialzo tassi a dicembre? Cosa comporterebbe?

28 ottobre 2015, Luca Lippi
Fed: rialzo tassi a dicembre? Cosa comporterebbe?
Le Borse hanno preso una loro direzione anticipando in parte quanto discusso e deciso alla riunione del Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve (Fed). In attesa di chiarimenti da parte della banca centrale americana sul primo rialzo dei tassi. La riunione della Fed che ha preso il via ieri è il market mover della settimana. Oggi alle 19 la banca centrale americana si pronuncerà sui tassi di interesse: secondo le previsioni degli analisti non sono attese sorprese, con la Fed che potrebbe prendere nuovamente tempo e rinviare il primo rialzo del costo del denaro negli Stati Uniti. 

La conclusione degli analisti è piuttosto ovvia, prima di tutto perché la Yellen non riesce ad alzare i tassi (in realtà accade da almeno 10 anni), secondo perché le Borse sono piuttosto serene, e siccome “anticipano” è piuttosto chiaro che sarà l’ennesimo colpo da “fucile a tappo”. La Fed aspetta giovedì i dati sul Pil del terzo trimestre e questo già fa capire che domani alle 19 non succederà nulla (sono sotto le attese ma comunque positivi), già è noto che ogni aspetto di massimo interesse per i burocrati della Fed (tutti i dati Macro in fase di elaborazione) non saranno disponibili prima del 3 novembre, e quella sarà la data dove (come domani alle 19) continuerà a non succedere nulla. E così fino al nuovo anno!

In ultima (ma non ultima) analisi, c’è quanto dichiarato da Mario Draghi recentemente che non prendendo provvedimenti riguardo il Qe nell’immediato ci ha detto che la Fed non alzerà i tassi. In sostanza se la Fed dovesse alzare i tassi per la Bce sarebbe una grana piuttosto grossa poiché già con grandissima difficoltà l’Europa non riesce neanche ad avvicinarsi all’obbiettivo minimo di inflazione del 2%, se la Fed dovesse alzare i tassi, danneggerebbe la sua economia appesantendola senza un giustificato motivo, e manderebbe in fumo il lavoro della Bce in pochi secondi. A questo aggiungiamo che i mercati emergenti rallentano da soli e l’Europa è talmente fragile da poter essere controllata dalla Fed con gli strumenti a disposizione.

Se la Bce non si preoccupa, figurarsi i mercati! E’ già noto che tutto si risolverà con una buona (?) tazza di caffè in compagnia e arrivederci a novembre per un’altra tazza di caffè e a dicembre per gli auguri di capodanno.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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