Ue: quel piano una "vergogna" per Salvini, per Alfano la "vittoria dell'Europa"

28 ottobre 2015, intelligo
Ue: quel piano una 'vergogna' per Salvini, per Alfano la 'vittoria dell'Europa'
Juncker da Bruxelles introduce nel dossier migranti due parole molto in voga di questi tempi: flessibilità e delocalizzazione. E le applica pensando anche alla Turchia (che propone di costruire città per i profughi) con la quale “bisogna cooperare, che piaccia o meno”. Il presidente della Commissione Ue ammette che “esistono questioni irrisolte sui diritti umani e la libertà di stampa ma sostenendo che è necessario muoversi rapidamente perché Ankara è d’accordo perché i profughi restino in Turchia”. Il fatto è che la Turchia al momento ospita più di due milioni di profughi, in particolare siriani e tuttavia meno del 15 per cento vive nei campi – in tutto 26 -  collocati al confine tra il Paese e la Siria. 

LE POLEMICHE. E’ la Lega a dare fuoco alle polveri. Matteo Salvini definisce “una vergogna” la flessibilità invocata da Juncker circa le spese per sostenere l’emergenza rifugiati. La flessibilità che piace a Salvini è quella per sostenere lavoro, pensioni e far fronte ai danni provocati da alluvioni e tempeste. A queste richieste, tuona il leader del Carroccio l’Europa di Juncker ha “sempre detto no: è un mondo al contrario” del quale, secondo Salvini, Renzi “è complice”. Replica immediata dai renziani che siedono a Bruxelles: è il capogruppo socialdemocratico, Gianni Pittella a definire Salvini “un anti-italiano che pur di colpire il governo Renzi è disposto a colpire e ad affondare il nostro Paese”. 

A rincarare la dose c’è anche il ministro dell’Interno Alfano che non usa giri di parole: “Sono stato il principale bersaglio della Lega nord da due anni con una violenza inaudita. Sono stato il loro principale bersaglio. Ma da quindici giorni Salvini non parla più di immigrazione. Sapete perché? Perché è partito il primo volo dall'Italia con destinazione Stoccolma e perché ieri è partito il secondo con destinazione Stoccolma ed Helsinki, come previsto dal piano Juncker per la delocation”. Controreplica del leghista Calderoli che dal suo profilo Facebook attacca il premier: “Renzi incassa l'ennesima umiliazione in sede europea: anziché pretendere un allentamento del patto di stabilità per venire incontro ai bisogni delle famiglie e delle imprese in difficoltà, rimediare ai danni della Fornero e rilanciare davvero l'occupazione, accetta senza fiatare una vergognosa apertura della Commissione Europea alla flessibilità sui bilanci dei paesi che si rendono complici dell'invasione”.

LuBi

autore / intelligo
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