Bbc, Charamsa ha scritto a Francesco (contro Ratizinger): per i cattolici gay la Chiesa un inferno

28 ottobre 2015, Marta Moriconi
Bbc, Charamsa ha scritto a Francesco (contro Ratizinger): per i cattolici gay la Chiesa un inferno
I media nazionali non ne parlano ancora, mentre sul sito della Bbc è la prima notizia (anche perché il sacerdote polacco è al passo con i media): si parla di una copia della lettera di dimissioni di Monsignor Charamsa inviata a Papa Francesco rilasciata proprio alla BBC e scritta lo stesso giorno dell'annuncio, in cui critica la Chiesa che "perseguita" e causa "sofferenze incommensurabili" ai cattolici omosessuali e alle loro famiglie.

Ma diverse sono le accuse.

Monsignor Charamsa, che presso la Congregazione per la Dottrina della fede ha ricoperto un ruolo importante, ha prima criticato quella che ha definito l'ipocrisia del Vaticano nel vietare preti gay, e poi ha rappresentato un clero pieno di omosessuali. E Papa Francesco? Non ha ancora risposto. 

Forse dire che dopo un "lungo e tormentato periodo di discernimento e di preghiera", aveva preso la decisione di "rifiutare pubblicamente la violenza della Chiesa verso omosessuali, lesbiche, bisessuali, transessuali e intersessuali gente", non merita risposta? 

Ma il 43enne insiste: invita "tutti i cardinali gay, vescovi gay e preti gay ad avere il coraggio di abbandonare questa Chiesa insensibile, ingiusto e brutale". Dice che non può più sopportare "l'odio omofobico della Chiesa, l'esclusione, l'emarginazione e la stigmatizzazione delle persone come me", la cui "i diritti umani sono negati" dalla Chiesa.
Ma c'è anche strategia nella lettera. Il prete continua a ringraziare Papa Francesco - che pensa abbia un atteggiamento più indulgente rispetto ad alcuni dei suoi predecessori - per alcune delle sue parole e dei gesti nei confronti delle persone omosessuali.

Krzysztof Charamsa spiega poi che le parole del pontefice saranno utili quando tutte le dichiarazioni della Santa Sede che sono offensive e violente contro gli omosessuali verranno ritirate.
E non manca un'esortazione alla Chiesa perché annulli una decisione presa del suo predecessore, il Papa emerito Benedetto XVI, che firmò un documento nel 2005 che proibisce agli uomini con tendenze omosessuali profondamente radicate il sacerdozio. 

E poi l'endorsement agli LGBT cattolici che "hanno diritto alla vita familiare, anche se la Chiesa non vuole benedirla".

E attenzione, si intende pure di politica l'ex sacerdote: il Vaticano non deve mettere pressione agli Stati che hanno legalizzato il matrimonio uguale o dello stesso sesso. 
E addirittura esprime timori circa l'impatto del suo coming out nei confronti della madre in Polonia, "una donna di fede incrollabile", dicendo che non ha alcuna responsabilità per le sue azioni.

Tanta, troppa carne al fuoco. E la carne si sa è debole. 

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